Cultura Locarno Film Festival
Mandico porta a Locarno una Cinecittà inventata, con Marion Cotillard
«Roma elastica», presentato fuori concorso, è un film sulla lavorazione di un film ambientato nel 1982. La sala si è divisa: qualcuno è uscito durante la proiezione.
Guardare un film di Bertrand Mandico in sala significa seguire due cose insieme: quello che accade sullo schermo e quello che accade fra le poltrone, dove qualcuno commenta indignato e qualcuno esce prima della fine. Era successo a Locarno due anni fa con lo sperimentale «Dragon Dilatation». È successo di nuovo quest’anno con «Roma elastica», presentato fuori concorso, anche se questa volta le reazioni nascono più dalla passione per un certo cinema che dal disagio davanti alle immagini.
Il film è un film sulla lavorazione di un film, e insieme un omaggio a una stagione di Cinecittà. Siamo nel 1982. Eddie Mars, diva al tramonto e malata terminale, arriva a Roma con la sua truccatrice Valentina per girare quella che sarà con ogni probabilità la sua ultima pellicola: un peplum erotico e cannibalesco, e secondo i produttori anche femminista, ambientato in un lontano futuro chiamato 2026, dove gli ecologisti si scontrano con i neofascisti e ci si sposta dentro imbuti usa e getta chiamati YouTube. Come da copione, la troupe diventa via via più inquietante della fantascienza che sta mettendo in scena.
Girato in pellicola 35 millimetri, «Roma elastica» accumula riferimenti: Fellini, lo splatter di Lucio Fulci, Mario Bava, l’incomunicabilità antonioniana citata come postura. La Cinecittà di Mandico, però, non è mai esistita: è una memoria ricostruita e in larga parte inventata. È qui che sta l’ostacolo vero per lo spettatore, più che nei fluidi corporei e nelle scene di sesso. Quei riferimenti sono l’ossatura del film. Senza quella passione condivisa restano un’ora e quarantacinque minuti di immagini curiose e prive di senso. Forse è un peccato: lo scontro fra ecologisti e neofascisti e il gioco del 2026 che immagina il 1982 che immagina il 2026 avevano una possibile lettura sociale, che al regista interessa solo in parte.
La forza del film sta nell’interpretazione di Marion Cotillard, perfetta nel ruolo di una diva consapevole della morte vicina che continua a recitare e trasforma il proprio B-movie in un testamento nichilista. Accanto a lei c’è Noémie Merlant, convincente nel ruolo della truccatrice personale di Eddie Mars. A Cannes Mandico aveva detto che le attrici sono le martiri dell’industria cinematografica. «Roma elastica» resta un film consigliato a chi ama questo tipo di cinema.
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