Cultura Retrospettiva
La retrospettiva di Locarno79 riapre il caso della lista nera
«Red & Black» raccoglie cinquanta film legati alla sinistra di Hollywood e alle persecuzioni maccartiste. La cura è del critico iraniano Ehsan Khoshbakht.
La retrospettiva della 79esima edizione si intitola «Red & Black - The Hollywood Left and the Blacklist». Riunisce cinquanta titoli fra film di finzione, documentari, cinegiornali e cortometraggi.
Le opere provengono da Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Italia, Francia, Messico e Argentina. Sono state realizzate da cineasti e professionisti creativi perseguitati o iscritti nella lista nera durante la caccia alle streghe del senatore McCarthy, oppure sono dedicate a loro.
La selezione è curata dal critico iraniano Ehsan Khoshbakht, che vive a Londra. La rassegna arriva in un momento politico che il festival non ha nascosto, con la presidenza Trump negli Stati Uniti.
Il resto della programmazione
Il cambiamento più visibile di questa edizione riguarda invece la struttura. La sezione sperimentale «Moving Ahead» è stata soppressa. Il festival non ha però rinunciato al cinema di ricerca: ha aperto ad opere più ardite le altre sezioni, compreso il concorso principale.
Il direttore artistico Giona A. Nazzaro descrive la propria linea come una continuità, con sezioni ed eventi collaterali che restano quelli di prima. Rifiuta di classificare i film per genere, in coerenza con un gusto onnivoro che ha radici nell'estetica punk-rock.
Fra le proposte documentarie figura «Der Engelmacher» di Marina Klauser, sulla comunità religiosa svizzera Methernitha, sul suo fondatore Paul Baumann e sulle accuse di abusi su minori formulate da chi vi è cresciuto.
Il festival dedica inoltre un omaggio alla pioniera svizzera Isa Hesse-Rabinovitch, scomparsa nel 2003, con «Geister und Gäste» del 1989 e «Sirenen-Eiland» del 1981. Altri tributi riguardano «Frankenstein Unbound» di Roger Corman del 1990, «Un lupo mannaro americano a Londra» di John Landis del 1981 e «Kaddu Beykat» di Safi Faye del 1975.
La presidenza è di Maja Hoffmann, erede della fortuna farmaceutica Roche e figura nota del mecenatismo nell'arte contemporanea, in carica dal 2023. Il suo arrivo ha rafforzato il profilo internazionale della rassegna senza avviare un cambio d'immagine.
Il posizionamento resta quello di sempre. Cannes funziona come un circuito globale da miliardi, Berlino ha perso due figure di vertice in due anni dopo le polemiche politiche, Venezia mantiene prestigio ma guarda alla filiera hollywoodiana. Locarno attira intanto un numero crescente di operatori, oltre quattromila nel 2025, in una manifestazione dove secondo Nazzaro le vere star sono i film.
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