Cultura Locarno Film Festival
Pardo speciale a Jean-Luc Bideau, a Locarno il film sulla memoria che vacilla
L'attore romando riceve un riconoscimento al festival, dove domenica 9 agosto è presentato in anteprima mondiale "Ah que le bonheur est proche" di François-Christophe Marzal: la storia di un attore ottantenne alle prese con ricordi e allucinazioni.
Il Locarno Film Festival rende omaggio a Jean-Luc Bideau con un Pardo speciale. L'attore romando, ottantenne, è anche il protagonista di "Ah que le bonheur est proche" di François-Christophe Marzal, presentato in anteprima mondiale al festival domenica 9 agosto. «Sono davvero felice che venga riconosciuto e premiato in un contesto prestigioso», dice il regista, secondo cui «Jean-Luc è spesso stato associato ai suoi ruoli popolari o comici, mentre la sua carriera ha una ricchezza straordinaria».
Il film racconta di un attore ottantenne convinto di aver trovato in Don Chisciotte il ruolo perfetto per il suo addio al cinema. La sua memoria però vacilla, le allucinazioni si moltiplicano e la produzione ingaggia una controfigura per coprire eventuali cedimenti. Il personaggio sprofonda a poco a poco in un delirio in cui realtà, ricordi e fantasmi si confondono.
Il riferimento dichiarato è "The Father" di Florian Zeller, il film del 2020 con Anthony Hopkins nei panni di un uomo malato di Alzheimer. Marzal tiene però le distanze dalle etichette: «Non è né una tragedia né una commedia», spiega, «volevamo rimanere alla frontiera fra i generi». Due i principi di regia: «Partiamo sempre dal principio che quello che vede il personaggio è vero» e «non trasformare mai il personaggio in una vittima».
Un progetto rilanciato dalla scomparsa di Tanner e Godard
Bideau coltivava da una decina d'anni il desiderio di fare un film, ma le prime versioni della sceneggiatura non trovavano la forma giusta. La svolta è arrivata nel 2022, dopo le morti ravvicinate di Alain Tanner e Jean-Luc Godard, che hanno ricordato in modo brusco quanto Bideau sia uno degli ultimi grandi testimoni della Nouvelle Vague nella sua versione romanda. Marzal e lo sceneggiatore Nicolas Frey hanno scartato tutte le vecchie stesure, hanno buttato giù quattro scene che li facevano ridere pensando a lui e le hanno assemblate come in un cadavre exquis, il gioco collettivo surrealista. La nuova sceneggiatura è nata quasi tutta d'un fiato in quattro settimane. Anche il titolo è un prestito da Tanner: viene da una battuta della "Salamandra".
La memoria è un tema che tocca l'attore da vicino. Secondo Marzal, Bideau ha sempre avuto una memoria labile: aveva bisogno di tre o quattro riprese per imparare un testo, cominciava a recitare alla quinta e diventava davvero bravo verso l'ottava. Le riprese, programmate per l'estate 2024, sono slittate di un anno dopo che l'attore si è fratturato una gamba; il bastone che si vede sullo schermo non era una messa in scena ma una necessità. Il regista ha scoperto solo più tardi che Bideau si era rotto di nuovo la gamba senza dirglielo subito. Marzal si rammarica inoltre che i vincoli assicurativi rendano oggi molto difficile ingaggiare attori anziani: in Francia Bideau non può più essere assicurato per le riprese.
Sarà il suo ultimo film? Il regista sorride e ricorda che Bideau ha già chiesto quale sarebbe il seguito: «Ci scherziamo sopra, chi lo sa».
Commenti
Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.