Economia Politica monetaria
La BNS conferma il tasso guida allo 0% e rivede al rialzo la crescita
La Banca nazionale svizzera lascia invariato al 0% il tasso di riferimento e migliora le previsioni di crescita del PIL per il 2026. Le stime sull'inflazione sono state riviste leggermente al rialzo per l'aumento dei prezzi del petrolio.

La Banca nazionale svizzera (BNS) ha deciso giovedì di mantenere il tasso di riferimento allo 0%, livello invariato dallo scorso giugno. L'istituto di emissione motiva la scelta con un'inflazione che resta sotto controllo nella Confederazione.
La BNS ha precisato che resta pronta a intervenire sul mercato dei cambi, se necessario, per garantire condizioni monetarie adeguate. La decisione segna una differenza rispetto alla Federal Reserve statunitense e alla Banca centrale europea, che negli ultimi mesi hanno invece alzato i propri tassi guida.
Secondo l'istituto di Zurigo e Berna, l'attuale politica monetaria resta adeguata a mantenere l'inflazione entro la fascia di stabilità dei prezzi, compresa tra lo 0% e il 2%, e a sostenere l'attività economica. La BNS segnala però due fattori di incertezza: l'andamento della politica commerciale internazionale e quello dei tassi di cambio.
Stime di crescita riviste al rialzo
Nella sua consueta analisi trimestrale, la BNS ha rivisto in modo significativo al rialzo le previsioni di crescita del PIL svizzero per il 2026, portandole tra l'1,5% e il 2,0%, contro circa l'1% stimato a metà giugno. Per il 2027 la banca centrale prevede una crescita di circa l'1,5%.
Anche le proiezioni sull'inflazione sono state corrette al rialzo, di circa dieci punti base, sia per l'anno in corso sia per il prossimo: rispettivamente allo 0,7% e allo 0,8%. La causa indicata è l'aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi, più marcato del previsto. L'inflazione dovrebbe poi stabilizzarsi su questo livello nel 2028.
Queste stime, precisa la BNS, restano valide a condizione che il tasso di riferimento resti a zero per tutto il periodo considerato.
Per imprese e famiglie della Svizzera italiana, un costo del denaro fermo allo 0% significa credito ancora a buon mercato, ma anche margini ridotti per il risparmio. Restano da chiarire gli effetti che l'incertezza commerciale internazionale e l'evoluzione del cambio potrebbero avere sulle prossime decisioni della banca centrale, chiamata a bilanciare stabilità dei prezzi e sostegno alla crescita senza alimentare nuovi squilibri.
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