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Svizzera Processo Raiffeisen

L'ex capo di Raiffeisen Vincenz si difende in appello a Zurigo

Il Tribunale d'appello di Zurigo ha respinto la richiesta di archiviazione della difesa. L'ex dirigente ha ribadito che le spese contestate, incluse quelle nei locali di striptease, avevano sempre una finalità professionale.

di Redazione 11 agosto 2026 2 min di lettura

Il processo d'appello contro Pierin Vincenz, ex direttore generale di Raiffeisen, è proseguito martedì davanti al Tribunale d'appello di Zurigo con l'interrogatorio dell'imputato. In mattinata la Corte aveva respinto le richieste presentate il giorno prima dalla difesa, che chiedeva l'abbandono del procedimento invocando la prescrizione di alcuni fatti contestati.

Durante l'audizione il settantenne grigionese si è mostrato sempre più chiuso. Ha ribadito che tutte le spese contestate avevano comunque una natura professionale. Ha citato il viaggio a New York con le figlie, durante il quale ha detto di aver visitato sportelli bancari, e un appuntamento fissato tramite l'app Tinder per un hotel a cinque stelle di Zurigo, che secondo lui serviva a familiarizzare con i social media. Anche le numerose visite a locali di spogliarello, per una spesa totale di circa 200'000 franchi secondo l'atto d'accusa, sarebbero state di natura professionale.

Vincenz è accusato insieme all'ex socio Beat Stocker di essersi arricchito illegalmente, avendo assunto partecipazioni occulte in società prima della loro acquisizione da parte di Raiffeisen o di Aduno. La sentenza di primo grado riguardava anche note spese abusive. Nell'aprile 2022 Vincenz era stato condannato a tre anni e nove mesi di carcere; Stocker, ex responsabile della società di carte di credito Aduno, a quattro anni. Entrambi erano stati giudicati colpevoli di truffa, amministrazione infedele qualificata e corruzione privata passiva.

Le contestazioni sui viaggi

Riguardo ai viaggi privati addebitati sulla carta di credito della banca, per oltre 100'000 franchi, Vincenz ha mantenuto la propria versione, sostenendo di aver onorato impegni professionali durante quegli spostamenti. Più volte si è richiamato alle dichiarazioni già rese davanti al Tribunale distrettuale, dicendo di non riuscire più a ricordare ogni dettaglio.

Per il settantenne è chiaro che “Raiffeisen sta conducendo un processo per distruggermi”, mentre la banca gli dovrebbe “ancora moltissimi soldi”. Si è invece mostrato riluttante a parlare della propria situazione personale, giustificandosi con la grande esposizione mediatica del caso. Ha comunque riferito di essersi trasferito in Ticino, a Figino nel Luganese, dopo la vendita della villa che possedeva a Niederteufen, nel canton Appenzello Esterno. Un'altra sua proprietà, la villa di Morcote, era stata messa all'asta nell'aprile 2024.

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