Mondo Elezioni in Israele
Israele alle urne, Netanyahu punta al settimo mandato
Gli israeliani votano oggi per rinnovare il Parlamento, nelle prime elezioni legislative dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. Netanyahu punta al settimo mandato, mentre i sondaggi non assegnano una maggioranza stabile né al suo blocco né a quello guidato da Gadi Eisenkot.

Si vota oggi, martedì, in Israele per rinnovare il Parlamento. Alle urne sono chiamati 7,3 milioni di israeliani: i seggi restano aperti dalle 7.00 alle 22.00 ora locale, le 6.00-21.00 in Svizzera. Sono le prime elezioni legislative dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 e il successivo intervento militare israeliano a Gaza.
Si confrontano due blocchi di destra. Il primo è guidato da Benjamin Netanyahu, leader del Likud, alleato con i partiti di ultradestra e ultrareligiosi del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e del ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir. Netanyahu, 77 anni, si presenta per il suo settimo mandato: è il primo ministro più longevo nella storia di Israele, in carica quasi senza interruzioni dal 2009 e già alla guida del Paese tra il 1996 e il 1999, per un totale di 19 anni di governo. Nel novembre 2024 la Corte Penale Internazionale ha emesso nei suoi confronti un mandato d'arresto per crimini contro l'umanità e crimini di guerra commessi a Gaza.
Il blocco di opposizione è guidato dall'ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot con il suo partito Yashar. Eisenkot, di centrodestra e di origini marocchine, è considerato il principale sfidante di Netanyahu e ha perso un figlio nella guerra a Gaza. Tra le sue promesse elettorali c'è l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul fallimento della sicurezza che precedette gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. Sulla necessità dell'intervento militare nella Striscia e sulla soluzione dei due Stati, uno palestinese e uno ebraico, le sue posizioni non si distinguono in modo significativo da quelle del Governo in carica.
L'incognita dei partiti arabi
La Knesset conta 120 seggi e la maggioranza richiede 61 voti. I sondaggi indicano che nessuno dei due blocchi è in grado di raggiungerla in modo stabile, il che rende incerto l'esito del voto. A fare da ago della bilancia potrebbero essere i partiti arabi, che rappresentano circa un quinto della popolazione israeliana. Una lista comune raggruppa tre partiti arabi laici e punta a far cadere il Governo Netanyahu; se non entrerà nell'eventuale nuova maggioranza, la sua astensione potrebbe comunque risultare necessaria per sostenere un governo di minoranza. Per entrare in Parlamento un partito deve superare il 3,25% dei voti, pari a 4 seggi: la capacità delle diverse liste di raggiungere questa soglia sarà decisiva per l'equilibrio finale.
Dopo le elezioni il presidente Isaac Herzog affiderà l'incarico di formare il Governo al leader che riterrà più in grado di riuscirvi, anche con un eventuale esecutivo di minoranza sostenuto dall'astensione di formazioni minori. Se nessuno riuscirà a costituire una maggioranza, si tornerà alle urne. I primi exit poll sono previsti alla chiusura dei seggi, alle 22.00 in Israele e alle 21.00 in Svizzera.
Commenti
Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.

