Cultura Ipotesi
«La concorrenza è per i perdenti» davanti a un concorso di 17 film
Un esercizio della redazione. La tesi più nota di Peter Thiel nega valore alla competizione, mentre Locarno79 costruisce l'intero programma attorno a tre concorsi e venti premi.
Peter Thiel non è a Locarno e non è annunciato. Quello che segue è un confronto fra due modi di pensare la competizione, uno formulato in un saggio del 2014 e l'altro incorporato nel funzionamento di un festival.
Nel settembre 2014 Thiel pubblicò sul Wall Street Journal un testo intitolato «Competition Is for Losers», poi ripreso nel libro «Zero to One». La tesi centrale è che la concorrenza distrugge il profitto e che il monopolio è la condizione di ogni impresa riuscita. Competere significa fare la stessa cosa di altri, e chi la fa è destinato a vedere i propri margini erosi.
La 79esima edizione del Locarno Film Festival è costruita sul principio opposto. Comprende tre concorsi, venti premi e undici sezioni. Diciassette film si contendono il Pardo d'oro, sedici corrono in Cineasti del presente, oltre trenta cortometraggi sono divisi in tre competizioni distinte.
A che cosa serve mettere i film uno contro l'altro
L'obiezione ovvia è che i due casi non siano paragonabili, perché un fondo di investimento cerca rendimenti e un festival distribuisce riconoscimenti. Il paragone regge però su un punto preciso, cioè su che cosa produce la competizione.
Nel mercato descritto da Thiel la concorrenza è distruttiva perché i concorrenti sono sostituibili. Se dieci imprese vendono lo stesso prodotto, il prezzo scende e nessuna guadagna.
Un concorso cinematografico funziona per una ragione contraria. I film in gara non sono sostituibili, e nessuno dei diciassette titoli in concorso potrebbe prendere il posto di un altro. Metterli nella stessa lista non li rende intercambiabili, li rende comparabili.
Quello che il festival estrae dalla competizione non è quindi un prezzo, ma un'attenzione. Un film ungherese o singaporiano che entra in una lista di diciassette titoli ottiene lettori, compratori e programmatori che non avrebbe altrimenti raggiunto, e li ottiene anche se non vince.
Ne discende che la funzione economica del concorso è quasi opposta a quella descritta nel saggio. La concorrenza fra prodotti identici distrugge valore. La concorrenza fra opere distinte lo crea, perché costruisce una gerarchia provvisoria in un campo dove altrimenti non ci sarebbero criteri di orientamento.
Resta un punto in cui le due letture si incontrano. Anche a Locarno il premio, alla fine, è un vantaggio esclusivo, e un Pardo d'oro apre porte che restano chiuse agli altri sedici. La differenza è che quel vantaggio non è difendibile: dura una stagione e poi va riconquistato con un altro film.
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