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Centomila firme bastano ancora per un’iniziativa popolare?

La soglia federale pesa oggi poco più del 2% dell’elettorato, circa la metà rispetto agli anni Settanta. Alzarla ridurrebbe le votazioni, ma potrebbe favorire le organizzazioni più ricche e strutturate.

di Redazione 3 agosto 2026 3 min di lettura

Per lanciare un’iniziativa popolare federale servono 100 000 firme valide, raccolte entro 18 mesi. La cifra è rimasta invariata mentre la popolazione svizzera è cresciuta. Con circa 9,1 milioni di abitanti, la soglia corrisponde oggi a poco più del 2% degli aventi diritto di voto.

Quando il requisito attuale fu introdotto nella seconda metà degli anni Settanta, la Svizzera contava circa 6,3 milioni di abitanti. Prima del passaggio a 100 000, le 50 000 firme richieste equivalevano a circa il 4% dell’elettorato. Da qui nasce la proposta, rilanciata periodicamente, di adeguare la soglia all’aumento demografico.

Il confronto puramente percentuale non esaurisce però la questione. Il politologo Sean Müller, interpellato dalla RSI, ricorda che le iniziative non servono soltanto a modificare la Costituzione. Possono spingere il Parlamento a reagire, portare temi ignorati nell’agenda politica e favorire nuove alleanze nella società civile.

Chi pagherebbe una soglia più alta

Un aumento renderebbe probabilmente più rare le iniziative. I partiti maggiori, le associazioni nazionali e i gruppi di interesse ben finanziati avrebbero però più possibilità di superare il nuovo ostacolo rispetto a movimenti recenti o comitati nati attorno a un singolo problema. La riforma potrebbe quindi ridurre il numero delle votazioni e, nello stesso tempo, restringere l’accesso allo strumento.

Raccogliere 100 000 sottoscrizioni resta inoltre un lavoro complesso. I social media aiutano a raggiungere il pubblico, ma non sostituiscono una rete sul territorio, il coordinamento dei volontari e il controllo formale delle firme.

Le iniziative che arrivano al voto sono aumentate. In un anno recente sono state otto, il quarto valore più alto mai registrato. Secondo Müller, tuttavia, la crescita non dipende solo dalla soglia: conta anche la polarizzazione, insieme all’uso sempre più frequente degli strumenti popolari da parte dei partiti per mobilitare l’elettorato e ottenere visibilità.

La domanda decisiva non è quindi soltanto quanti cittadini debbano firmare. È anche quale equilibrio la Svizzera vuole mantenere tra la gestione del carico politico e la possibilità, per gruppi esterni alle strutture tradizionali, di imporre un tema alla discussione nazionale.

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