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Cantone Appaltopoli grigionese

Il whistleblower dell'appaltopoli grigionese torna a processo

Adam Quadroni, che nel 2012 fece emergere il sistema degli appalti pilotati in Engadina, dovrà rispondere davanti al tribunale della Bassa Engadina/Val Monastero di una serie di reati fallimentari legati alle sue ex imprese edili. Il processo è fissato per il 4 e il 5 novembre.

di Redazione 21 agosto 2026 2 min di lettura Grigioni

Adam Quadroni, 56 anni, dovrà tornare in tribunale il 4 e il 5 novembre. Il dibattimento si terrà davanti al tribunale della regione Bassa Engadina/Val Monastero.

L'ex impresario edile è noto per aver segnalato nel 2012 alla Commissione della concorrenza il sistema degli appalti pilotati in Engadina, portando alla luce quella che è stata definita l'appaltopoli grigionese.

A fine aprile Quadroni era già comparso in aula, in una doppia veste: vittima e imputato per fatti legati a interventi della polizia nell'ambito di dispute familiari. In quel procedimento è stato assolto.

Le accuse

L'atto d'accusa, redatto dal procuratore straordinario Urs Sutter, contesta a Quadroni una lunga serie di reati fallimentari e contro il patrimonio: cattiva gestione, ripetuta truffa, falsità in documenti, diminuzione dell'attivo in danno dei creditori, distrazione di valori patrimoniali sottoposti a procedimento giudiziale, bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento.

I fatti contestati risalgono agli anni fino al 2016, quando Quadroni era a capo di due imprese edili in Bassa Engadina, poi fallite sotto il peso dei debiti. Per lui vale la presunzione d'innocenza.

Quadroni sostiene da anni di essere stato vittima di ritorsioni da parte dello Stato per le sue segnalazioni: la mancata assegnazione di commesse pubbliche alle sue imprese e, sul piano personale, un ricovero coatto nel 2017 alla clinica psichiatrica di Coira nell'ambito di una disputa con l'ex moglie, ricovero poi rivelatosi immotivato.

Dal 2019 ha chiesto allo Stato un risarcimento di tre milioni di franchi tramite precetti esecutivi, richiesta sostenuta da una petizione firmata da 4'231 cittadini. Lo scorso anno il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di risarcimento, pur riconoscendo a Quadroni il contributo dato al Cantone e ai Comuni engadinesi: le sue rivelazioni hanno permesso di porre fine alla spartizione illecita degli appalti pubblici e di recuperare nove milioni di franchi tramite accordi extragiudiziali con le imprese coinvolte.

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