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Svizzera Violenza di genere

Il PS vuole 500 milioni in più all'anno contro la violenza di genere

Il Partito socialista ha approvato all'unanimità, al congresso di Thun, un'iniziativa popolare per rafforzare la protezione dalle violenze di genere e chiede 500 milioni di franchi supplementari ogni anno. La raccolta delle firme inizierà nella primavera del 2027.

di Brenno 18 ottobre 2026 2 min di lettura

Il congresso del Partito socialista svizzero, riunito sabato a Thun, ha approvato all'unanimità un'iniziativa popolare per rafforzare la protezione dalle violenze di genere. Il testo chiede una maggiore collaborazione tra Confederazione, Cantoni e servizi specializzati sul fronte della prevenzione e prevede almeno 500 milioni di franchi supplementari ogni anno per contrastare questo tipo di violenza.

Secondo il PS, il sostegno alle vittime dipende ancora troppo dal Cantone di domicilio e i progressi compiuti finora nella lotta alla violenza di genere restano insufficienti. Il partito ricorda che nel 2025 in Svizzera sono stati registrati 27 femminicidi e che dall'inizio di quest'anno i casi sono già 18.

La copresidente delle Donne socialiste Tamara Funiciello ha definito i femminicidi solo «la punta dell'iceberg», che comprende anche stupri, percosse, umiliazioni e discriminazioni. «Le donne in Svizzera subiscono violenza ogni giorno, mentre la politica resta a guardare. È ora di finirla», ha dichiarato Funiciello, aggiungendo che «la protezione costa denaro, ma la violenza costa vite».

Al congresso è intervenuto anche il consigliere federale Beat Jans, che ha ricordato come la violenza domestica e quella di genere «non sono una questione privata», ma riguardino lo Stato di diritto e la società nel suo insieme.

Dopo l'approvazione dei delegati, il testo dovrà passare l'esame giuridico della Cancelleria federale. Il PS prevede di avviare la raccolta delle firme nella primavera del 2027: per riuscire, l'iniziativa dovrà convincere l'opinione pubblica a sostenere un impegno finanziario consistente e permanente a favore delle vittime.

Critiche all'UDC

La copresidente del PS Mattea Meyer ha criticato duramente l'UDC, accusandola di avere «un problema strutturale con la violenza». Ha citato le visite di esponenti del partito a leader come Vladimir Putin e Xi Jinping e gli omaggi a Donald Trump, segnalando al contempo una scarsa attenzione dell'UDC verso presunti autori di violenze nelle proprie fila. Meyer ha fatto riferimento in particolare al caso di un ex granconsigliere argoviese dell'UDC, accusato di aver abusato ripetutamente di almeno due donne: «Bisogna finalmente mettere fine a questa violenza strutturale», ha detto.

Restano aperte le domande su come verrà finanziato il nuovo impegno e su come garantire alle vittime lo stesso livello di sostegno indipendentemente dal Cantone in cui vivono.

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