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Svizzera Fermo di polizia

Il Parlamento vuole portare da 24 a 48 ore il fermo di polizia

Dopo il Consiglio degli Stati, anche il Consiglio nazionale ha sostenuto l'idea di raddoppiare la durata massima del fermo per chi è sospettato di disordini alle manifestazioni. Amnesty International e il Consiglio federale hanno espresso dubbi.

di Redazione 12 ottobre 2026 3 min di lettura
Amnesty International France
Amnesty International France Immagine d'archivio Siren-Com — CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

Il Consiglio nazionale ha dato il via libera di principio a una mozione che prevede di estendere da 24 a 48 ore il fermo di polizia per le persone sospettate di disordini e danni durante le manifestazioni. Il testo, presentato dalla consigliera agli Stati Petra Gössi (PLR/SZ), aveva già ottenuto il sostegno del Consiglio degli Stati. L'obiettivo è dare alle forze dell'ordine più tempo per raccogliere prove prima di trasmettere un caso al Ministero pubblico.

I sostenitori della misura citano il caso di una manifestazione a Berna, degenerata in violenze un anno fa, durante la quale la polizia aveva controllato oltre 500 persone. Identificare i responsabili, raccogliere le prove e analizzare le immagini avrebbe richiesto più delle 24 ore oggi a disposizione. Max Hofmann, segretario generale della Federazione svizzera dei funzionari di polizia, sostiene che un termine più lungo permetterebbe di chiarire con maggiore precisione il ruolo di ogni persona fermata e di consegnare alle procure dossier più completi.

Dubbi sui tempi della giustizia

La proposta pone però un problema di tempistiche. Secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, la decisione definitiva sulla detenzione preventiva deve arrivare entro 96 ore dal fermo. Se la polizia disponesse di 48 ore, al Ministero pubblico e ai tribunali dei provvedimenti coercitivi resterebbe meno tempo per valutare il caso e decidere se confermare la detenzione.

Per Alicia Giraudel, giurista di Amnesty International Svizzera, questa compressione dei tempi rischia di rendere più difficile garantire i diritti procedurali delle persone fermate e di svolgere un controllo giudiziario approfondito. Anche il Consiglio federale ha manifestato riserve sulla praticabilità della riforma. I rappresentanti della polizia, al contrario, ritengono che indagini preliminari più complete possano facilitare e velocizzare il lavoro delle procure.

Il dibattito riguarda anche la funzione del fermo di polizia. Amnesty International considera un prolungamento della privazione della libertà un'ingerenza più pesante nei diritti fondamentali, da giustificare con particolare cura. Hofmann vede invece nella misura un possibile effetto dissuasivo verso chi partecipa ad atti di violenza durante le manifestazioni. I difensori dei diritti umani respingono questo argomento: il fermo, dicono, non può avere una funzione punitiva, perché resta una misura procedurale e vale il principio della presunzione d'innocenza fino a un'eventuale condanna.

Dopo l'approvazione di principio da parte del Parlamento, spetta ora al Consiglio federale elaborare un progetto concreto di modifica legislativa. Dovrà chiarire lo scopo preciso del fermo di polizia e il modo in cui rispettare i requisiti fissati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Su questi due punti si concentrerà il prossimo confronto politico e giuridico.

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