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Sei morti nel Mar Rosso, colpi di avvertimento a Hormuz

Il mercantile Tihamah è stato colpito da tre missili balistici a Bab el-Mandeb: quattro marittimi e due soccorritori sono morti. A Hormuz un elicottero statunitense ha sparato su una nave che forzava il blocco.

di Redazione 11 agosto 2026 3 min di lettura

Il conflitto tra Washington e Teheran si sta concentrando sui due passaggi marittimi che collegano il Golfo all'Europa. Nelle ultime ore entrambi hanno registrato episodi violenti.

Nello stretto di Bab el-Mandeb il mercantile Tihamah, battente bandiera liberiana, è stato colpito da tre missili balistici mentre transitava. Quattro membri dell'equipaggio sono morti: tre cittadini pachistani e un indonesiano. Altri quattro sono rimasti feriti. Durante le operazioni di soccorso sono morti anche due militari yemeniti, portando a sei il bilancio complessivo.

Le autorità yemenite filosaudite attribuiscono l'attacco ai ribelli Houthi. Il gruppo non ha rivendicato l'azione, ma nelle settimane scorse aveva annunciato che avrebbe preso di mira le navi saudite. Secondo la ricostruzione diffusa, si tratta delle prime vittime nel Mar Rosso da quando è cominciata la guerra tra Stati Uniti e Iran, il 28 febbraio.

Il blocco dei porti iraniani

Nello stretto di Hormuz, sull'altro fronte, un elicottero statunitense ha aperto il fuoco su una nave battente bandiera panamense. L'unità stava tentando di forzare il blocco imposto dagli Stati Uniti ai porti iraniani e ha ignorato gli avvertimenti ricevuti prima che partissero i colpi. Non risultano vittime.

I due episodi hanno origini distinte ma un effetto comune sul traffico commerciale. Bab el-Mandeb e Hormuz sono i punti obbligati per le petroliere e per le portacontainer che collegano l'Asia all'Europa: chi vuole evitarli deve circumnavigare l'Africa, con costi e tempi sensibilmente maggiori. Ogni attacco riduce ulteriormente il numero di armatori disposti a passare.

Il mercato ha reagito in giornata. Il Brent è salito fino a 90 dollari al barile, per poi ripiegare dopo le dichiarazioni del ministro della difesa pachistano, che ha parlato di una sorta di intesa in via di definizione tra Iran e Stati Uniti. Il movimento dei prezzi indica quanto il quadro resti incerto: la stessa giornata ha prodotto un segnale di escalation e uno di possibile distensione.

Il presidente statunitense Donald Trump ha difeso la propria strategia di pressione, sostenendo che la situazione economica iraniana non è sostenibile a lungo. È l'argomento su cui poggia il blocco dei porti: l'idea che il costo economico induca Teheran a trattare prima che il conflitto si allarghi.

Per l'equipaggio della Tihamah il calcolo strategico conta poco. Le vittime sono marittimi di Paesi che non partecipano al conflitto, imbarcati su una nave con bandiera di comodo: la categoria che paga per prima quando una rotta commerciale diventa un fronte.

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