Mondo Intelligenza artificiale
Guasto diffuso per ChatGPT, Claude e Grok
Un'interruzione ha reso inaccessibili per ore ChatGPT, Claude e Grok a molti utenti in tutto il mondo. Le aziende coinvolte hanno confermato il problema, la cui causa resta senza una spiegazione ufficiale.
Martedì 3 settembre diversi tra i principali assistenti di intelligenza artificiale hanno smesso di funzionare per gran parte della giornata, colpendo utenti in tutto il mondo.
ChatGPT, il chatbot di OpenAI, e Codex, il suo strumento dedicato alla programmazione, non hanno risposto per numerosi utenti sul sito web, sull'applicazione mobile e su quella desktop. Nello stesso periodo era irraggiungibile anche Claude, il chatbot sviluppato da Anthropic. Il disservizio ha colpito pure Grok, l'assistente integrato nel social network X: gli sviluppatori del prodotto hanno confermato pubblicamente il malfunzionamento.
Un annuncio atteso
Il guasto è arrivato in un momento particolare per OpenAI. Secondo indiscrezioni circolate online, l'azienda avrebbe potuto annunciare proprio in quelle ore un nuovo modello, chiamato Astra, che porterebbe al passaggio dalla versione GPT-5.6 alla successiva GPT-6.
Poco prima dell'interruzione, il profilo ufficiale di ChatGPT su X aveva pubblicato un messaggio accompagnato da un'immagine: «The stars are almost aligned» (le stelle sono quasi allineate). Il testo ha alimentato le ipotesi di un collegamento tra il guasto e un annuncio imminente, anche se nessuna delle aziende coinvolte ha reso nota una spiegazione ufficiale delle cause del blocco.
Il sito 9to5Mac, tra i primi a segnalare il caso, ha precisato che avrebbe aggiornato l'articolo con eventuali nuovi sviluppi, segno che al momento della pubblicazione la situazione era ancora in evoluzione.
Al momento non è chiaro se il problema abbia avuto un'unica origine comune ai tre servizi o se si sia trattato di guasti indipendenti verificatisi in contemporanea. ChatGPT, Claude e Grok sono tra i chatbot di intelligenza artificiale più usati al mondo, sia da privati sia da aziende che li hanno integrati nei propri strumenti di lavoro quotidiani. Un'interruzione simultanea di questa portata mostra quanto milioni di persone dipendano ormai da questi servizi per attività come la scrittura, la ricerca di informazioni e la programmazione.
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