Vai al contenuto
il Cantonale

Giornale digitale indipendente della Svizzera italiana

Cantone Crimine organizzato

Grigioni, la revoca dei permessi B ai quattro presunti mafiosi è definitiva

Le decisioni di revoca dei permessi B ai quattro uomini legati alla criminalità organizzata, residenti a Roveredo, sono diventate definitive dopo che nessuno ha presentato ricorso. Il caso ha portato i Grigioni a introdurre controlli più severi sui precedenti penali per i permessi di soggiorno nella regione Moesa.

di Redazione 16 settembre 2026 2 min di lettura Grigioni

Sono definitive le decisioni con cui l'Ufficio della migrazione e del diritto civile dei Grigioni ha revocato i permessi di dimora B a quattro persone considerate vicine alla criminalità organizzata. Le autorità cantonali lo hanno confermato martedì alla RSI: nessuno dei quattro ha presentato ricorso entro i termini previsti, e i provvedimenti sono così diventati esecutivi.

I quattro risiedevano a Roveredo, nella Moesa, la regione di lingua italiana del canton Grigioni, almeno fino al loro arresto dello scorso febbraio. Si tratta di un cittadino italiano di 53 anni, di suo figlio, della compagna montenegrina di quest'ultimo e di un secondo cittadino italiano di 40 anni. Il permesso B è il titolo di soggiorno rilasciato agli stranieri residenti in Svizzera e rinnovabile periodicamente dalle autorità cantonali.

Gli arresti erano scattati in Francia e in Italia nell'ambito di un'inchiesta internazionale antimafia dedicata al traffico di stupefacenti e al riciclaggio di denaro. La vicenda aveva avuto ampia risonanza anche in Svizzera, perché dopo i fermi era emerso il legame dei presunti mafiosi con i Grigioni.

Il permesso negato dal Ticino

Il più anziano del gruppo aveva ottenuto un permesso B a Coira, nonostante precedenti per estorsione e usura in Italia. Il Ticino, in precedenza, gli aveva negato lo stesso tipo di documento di soggiorno. Il caso aveva suscitato polemiche proprio per questo contrasto tra le decisioni dei due cantoni, ognuna presa in base alle informazioni disponibili al momento della domanda.

Le polemiche hanno indotto il governo retico a introdurre nuove regole per la regione Moesa. Da allora, per ogni richiesta di permesso B, C o L in quella regione è obbligatorio presentare l'estratto del casellario giudiziale. L'obiettivo è evitare che permessi di soggiorno vengano concessi, come in questo caso, a persone con precedenti penali già noti alle autorità di un altro cantone.

Commenti

Nessun commento

Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.

Lascia un commento