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Cantone Caso Zali

Gobbi precisa cosa sapeva nel 2021 sul caso Zali

Il consigliere di Stato Norman Gobbi ha diffuso una nota per chiarire i contatti avuti nel 2021 con la donna trovata morta in agosto a Melide, i cui audio sono all'origine delle dimissioni di Claudio Zali dal Governo ticinese.

di Redazione 17 settembre 2026 2 min di lettura

Norman Gobbi ha diffuso giovedì un comunicato per precisare gli elementi di cui era a conoscenza nel 2021 riguardo alla donna di 52 anni trovata morta lo scorso agosto nelle acque del Ceresio a Melide. La donna aveva reso pubblici gli audio all'origine delle dimissioni di Claudio Zali dal Governo ticinese. Il giorno prima il caso era stato ampiamente discusso in Gran Consiglio, dove la presidente del Governo Marina Carobbio Guscetti ha risposto ai diversi atti parlamentari pendenti sulla vicenda.

I due contatti del 2021

Gobbi racconta di essere stato contattato dalla donna a inizio settembre 2021 tramite un messaggio privato sui social media. La donna lo informò di aver sporto denuncia penale contro il collega, senza specificare la natura dei fatti: la questione era quindi già nelle mani dell'autorità giudiziaria.

A fine settembre Gobbi ricevette poi una e-mail della donna, che gli chiedeva di intervenire presso Zali affinché le porgesse delle scuse scritte. La donna gli disse di aver informato anche il giornale La Regione e di voler rendere pubbliche le informazioni sulla vicenda con Zali, senza precisare a quali fatti si riferisse. Secondo Gobbi, in nessuna delle due comunicazioni si faceva riferimento alla possibile commissione di reati di natura sessuale, perseguibili d'ufficio.

Tenuto conto che la donna aveva già sporto denuncia e che se ne stava occupando la giustizia, la questione fu discussa internamente alla Lega, coinvolgendo anche Zali. Il consigliere di Stato dimissionario escluse allora la sussistenza di fatti rilevanti, riconducendo la vicenda a dinamiche della propria sfera privata. Gobbi afferma di non aver ricevuto, in seguito, altre segnalazioni né comunicazioni dall'autorità giudiziaria competente su eventuali procedimenti legati a quei fatti.

Nella nota, Gobbi contesta fermamente le ricostruzioni pubblicate di recente. Ribadisce che le informazioni ricevute nel 2021 non contenevano alcun elemento che potesse far ipotizzare reati di natura sessuale o comunque perseguibili d'ufficio, e sottolinea che la donna lo aveva comunque già informato di aver segnalato i fatti alla giustizia. La precisazione, conclude, serve a rappresentare in modo corretto e fedele quanto effettivamente portato a sua conoscenza all'epoca.

Immagini e video

Il bubbone: Dadò a tutto campo sul caso Zali Video: LIBERATV TICINO

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