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L'app Gemini di Google supera il miliardo di utenti mensili

È il quattordicesimo prodotto dell'azienda a tagliare quel traguardo. Gli utilizzatori quotidiani sono triplicati in un anno, il sessantatré per cento usa la funzione vocale e ogni giorno vengono generate oltre centocinquanta milioni di immagini.

di Redazione 12 agosto 2026 3 min di lettura

L'applicazione Gemini ha superato il miliardo di utenti mensili. L'annuncio è arrivato dall'amministratore delegato di Google Sundar Pichai, poche settimane dopo la presentazione dei conti del secondo trimestre, quando la soglia dichiarata era ancora di circa 950 milioni. Gemini diventa così il quattordicesimo prodotto dell'azienda a raggiungere il miliardo di utenti, dopo Ricerca, Gmail, Android, Maps, Chrome, Play e YouTube.

Il confronto obbligato è con ChatGPT, che ha toccato la stessa soglia nel giugno di quest'anno. Il divario si è chiuso in poco più di un anno, con una differenza sostanziale nel modo in cui i due prodotti hanno raccolto gli utenti: OpenAI ha costruito la propria base partendo da zero, Google ha potuto contare sulla distribuzione preinstallata su Android e sull'integrazione nei propri servizi.

I dati d'uso raccontano un prodotto meno testuale di quanto si potrebbe immaginare. Il sessantatré per cento degli utenti ricorre alla funzione vocale, una interazione su cinque impiega strumenti in tempo reale come la fotocamera o la condivisione dello schermo, e ogni giorno vengono generate più di centocinquanta milioni di immagini. Su iOS gli utenti attivi superano i cento milioni, il che indica che la crescita non dipende soltanto dai telefoni Android su cui l'applicazione arriva già installata. Gli utilizzatori quotidiani, la misura che conta di più perché distingue l'abitudine dalla curiosità, sono triplicati nell'arco di dodici mesi.

La sostituzione di Assistant

Il passaggio successivo è già fissato. Dal 4 settembre 2026 Google Assistant sarà rimosso dai telefoni Android, dagli orologi Wear OS e dalle altre piattaforme dove è ancora presente, e Gemini ne prenderà il posto come assistente predefinito. È una migrazione che sposta d'ufficio una parte consistente della base di utenti: chi usava Assistant per impostare una sveglia o chiedere il meteo si troverà a usare un modello linguistico senza averlo scelto.

Il conteggio degli utenti mensili resta una misura fragile. Comprende chi apre l'applicazione una sola volta nel mese e chi la incontra perché sostituisce un servizio che usava prima, senza distinguere fra le due situazioni. È la ragione per cui i numeri sull'uso quotidiano e sulle funzioni effettivamente adoperate dicono più del titolo. Anche letti così, però, indicano che l'assistente conversazionale sta diventando per Google un prodotto di massa e non un esperimento.

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