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La Fed lascia i tassi invariati fra il 3,50 e il 3,75%

La banca centrale statunitense ha confermato il livello atteso dai mercati. Tre membri su dodici hanno però votato contro, chiedendo un rialzo di 25 punti base.

di Redazione 4 agosto 2026 2 min di lettura

La Federal Reserve ha lasciato i tassi d'interesse invariati nella fascia compresa fra il 3,50 e il 3,75%. La decisione corrisponde a quanto i mercati si attendevano.

Nel comunicato la banca centrale descrive un'attività economica in espansione a ritmo solido. Segnala però incertezze legate in parte al conflitto in Medio Oriente.

Sull'inflazione il giudizio resta prudente. Il livello si mantiene elevato rispetto all'obiettivo del 2%, e questo riflette anche gli shock che spingono al rialzo i prezzi in alcuni settori, fra cui l'energia.

Un voto diviso

La decisione è passata con 9 voti favorevoli e 3 contrari. I tre membri dissenzienti avrebbero preferito un aumento dei tassi di 25 punti base.

Una minoranza di questa ampiezza non è un dettaglio procedurale. Indica che all'interno del comitato una parte considera l'inflazione persistente abbastanza da giustificare una stretta, nonostante la crescita descritta come solida.

Il compromesso raggiunto lascia quindi aperte entrambe le direzioni per le riunioni successive. La scelta dipenderà dai dati sui prezzi e dall'evoluzione dei fattori esterni citati nel comunicato.

Il richiamo al conflitto in Medio Oriente collega la decisione a fattori che la politica monetaria non governa. L'andamento dei prezzi dell'energia dipende da eventi esterni, e una banca centrale può agire sugli effetti che ne derivano ma non sulle cause.

Il livello attuale resta comunque distante da quello delle fasi di politica monetaria espansiva. La fascia fra il 3,50 e il 3,75% riflette il percorso seguito finora per riportare l'inflazione verso l'obiettivo.

Le decisioni della Fed hanno effetti che superano i confini statunitensi. Incidono sui rendimenti obbligazionari internazionali e sui rapporti di cambio, compreso quello fra dollaro e franco svizzero.

Per la Svizzera il livello dei tassi americani è uno degli elementi che determinano la pressione sul franco. Un differenziale ampio rispetto ai tassi elvetici tende a sostenere il dollaro, mentre un suo restringimento agisce nella direzione opposta.

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