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F-35, il Governo accetta sei raccomandazioni su sette sul caso prezzo fisso

Il Consiglio federale ha accettato sei delle sette raccomandazioni della Commissione della gestione del Nazionale sul contratto per i caccia F-35, dopo le critiche sulla clausola del prezzo fisso. Respinge invece l'accusa di non aver letto a fondo i contratti americani.

di Gottardo 24 ottobre 2026 2 min di lettura

Il Consiglio federale ha accolto interamente sei delle sette raccomandazioni formulate dalla Commissione della gestione del Consiglio nazionale sul caso del cosiddetto prezzo fisso degli F-35. La settima raccomandazione è stata accettata solo in parte.

Al centro della vicenda c'è una clausola contrattuale che, secondo i parlamentari, non era mai stata concordata con i produttori americani. L'allora capo del Dipartimento federale della difesa, Viola Amherd, aveva invece sostenuto che il prezzo fisso fosse garantito.

Il Governo respinge però un'altra accusa della Commissione, quella secondo cui i contratti con gli Stati Uniti non sarebbero stati letti con attenzione. Secondo l'esecutivo non è corretta l'impressione che solo il capo del progetto abbia esaminato il documento nella sua interezza: oltre all'ex capo dell'armamento, altri collaboratori di armasuisse non ascoltati dalla Commissione hanno letto i contratti in dettaglio, e Viola Amherd aveva analizzato i passaggi principali.

Più trasparenza e controlli

Le critiche della Commissione avranno comunque conseguenze pratiche. Il Consiglio federale si impegna a rendere più trasparenti i futuri acquisti di armamenti, a migliorare la gestione dei rischi nei grandi progetti e a rafforzare il servizio giuridico di armasuisse, l'ufficio federale competente per gli acquisti militari.

Come ulteriore misura, il 1° ottobre il Dipartimento federale della difesa ha comunicato alle due Commissioni della politica di sicurezza i criteri di valutazione utilizzati per il contratto. Le commissioni avevano già in precedenza ottenuto la possibilità di consultare i contratti.

Resta da vedere se le misure annunciate basteranno a evitare nuovi casi simili. Un servizio giuridico più solido e controlli più rigorosi comportano verosimilmente un maggiore onere amministrativo per armasuisse, a fronte di un acquisto che già pesa sulle finanze della Confederazione. La vicenda resta un esempio di quanto sia delicato negoziare contratti d'armamento di questa portata senza una verifica indipendente e sistematica delle clausole più critiche fin dall'inizio.

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