Svizzera Ginevra
Donazioni fittizie a Maudet, la Procura di Ginevra apre un'inchiesta
Il Ministero pubblico ginevrino indaga su donazioni sospette versate per la campagna elettorale di Pierre Maudet. Una persona è indagata per falsità in documenti.

Pierre Maudet, consigliere di Stato ginevrino rieletto nel 2023 dopo essere stato estromesso dall'Esecutivo e dal PLR per la vicenda del viaggio ad Abu Dhabi, è di nuovo al centro di sospetti. Sul suo partito, Libertà e giustizia sociale, pesano già un'inchiesta indipendente su presunti favoritismi nelle assunzioni dell'Ufficio cantonale della sanità e l'uscita di tre deputati dai suoi ranghi. Ora si aggiunge un procedimento penale aperto dal Ministero pubblico su donazioni di origine incerta destinate a finanziare l'ultima campagna elettorale di Maudet.
Le donazioni contestate superano i 20'000 franchi e provengono formalmente da cinque donatori, una pratica vietata dalla legge ginevrina quando i donatori sono fittizi. I fondi sono stati raccolti da un'associazione che sostiene l'azione politica del ministro, con la legittimità delle donazioni certificata da una fiduciaria amministrata da un sostenitore di Maudet. Quattro di questi versamenti risultavano intestati a figure storiche del Cantone, tra cui James Fazy, il politico radicale dell'Ottocento considerato tra gli artefici della Ginevra moderna. Nessuno di questi presunti donatori era in vita.
Da sanzioni amministrative a denuncia penale
Dietro i nomi storici si celavano in realtà degli pseudonimi. L'associazione e la fiduciaria hanno già ricevuto sanzioni amministrative, una misura inedita a Ginevra, contro cui sono tuttora pendenti ricorsi al Tribunale federale. Ma una quinta donazione, di 5'000 franchi, risulta intestata a una giudice in carica, che nega di aver mai versato denaro al consigliere di Stato. Secondo informazioni di RTS, la magistrata ha sporto denuncia penale lo scorso anno.
Sulla base di questi elementi la Procura cantonale ha deciso di aprire un'inchiesta. A fine settembre sono state condotte perquisizioni e sequestri di documenti nelle sedi dell'associazione e della fiduciaria. Il responsabile di quest'ultima è indagato per falsità in documenti, reato punibile con una pena detentiva fino a cinque anni. Il presidente dell'associazione ha invece lo statuto di persona chiamata a fornire informazioni, una posizione intermedia tra testimone e indagato. Per entrambi vale la presunzione d'innocenza.
Contattata da RTS, la giudice non ha risposto alle richieste, così come Maudet, che al momento non risulta coinvolto in questo procedimento penale.
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