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Economia Guerra dei dazi

Dazi tra Usa e Canada, Spannaus: cambia il modello del libero scambio

Il fallimento dei negoziati commerciali ha portato a nuovi dazi reciproci tra Ottawa e Washington. L'analista Andrew Spannaus spiega le ragioni dello scontro e i rischi per entrambe le economie.

di Gottardo 24 agosto 2026 3 min di lettura

Le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Canada sono entrate in una fase di forte tensione. Il fallimento dei negoziati tra Ottawa e Washington ha portato entrambi i governi a introdurre nuovi dazi, in quello che appare come un nuovo capitolo della guerra commerciale nordamericana.

Andrew Spannaus, giornalista, analista politico statunitense e docente universitario, ha spiegato alla RSI le ragioni dello scontro. Secondo Spannaus l'amministrazione Trump vuole cambiare il modello di scambio con il Canada per proteggere alcuni settori industriali americani, in particolare auto, legname, metalli e alluminio. Nel mirino c'è anche l'accordo di libero scambio tra Canada, Stati Uniti e Messico, un modello che non convince più l'amministrazione, anche se è stato lo stesso Trump a negoziarne l'attuale versione.

Per Spannaus i dazi in vigore riguardano solo il 5% degli scambi tra i due Paesi, ma si tratta comunque di somme rilevanti. Trovare un'intesa duratura e accettabile per entrambe le parti, sottolinea, non sarà semplice.

Il fronte canadese

Il primo ministro canadese Carney ha scelto di non cedere al tavolo negoziale, una decisione che secondo Spannaus rientra tra gli obiettivi con cui è stato eletto. Non è il primo caso in cui un partner commerciale resiste a Washington: l'anno scorso la Cina ha risposto ai dazi bloccando le terre rare e gli acquisti agricoli dagli Stati Uniti, mentre il Brasile ha rifiutato un cambiamento di posizione imposto da Trump riguardo a Bolsonaro e al processo a suo carico. Il peso del Canada resta comunque diverso da quello cinese.

Secondo Spannaus la rottura dei negoziati, che sembravano vicini a un'intesa con riduzioni tariffarie in settori chiave, è arrivata per due motivi: la resistenza di alcuni membri dell'amministrazione americana, in particolare il segretario al Commercio, a riaprire il libero scambio in quei settori, e l'introduzione nel negoziato di questioni non economiche.

La strategia canadese del "dollaro per dollaro" comporta sacrifici per i cittadini del Paese. Carney scommette che anche il costo per gli Stati Uniti sarà elevato, ma Spannaus avverte del rischio di una spirale che potrebbe pesare su entrambe le economie.

Negli Stati Uniti il tema è ormai meno centrale nel dibattito pubblico, ma l'aumento dei prezzi si è fatto sentire. Secondo Spannaus circa un terzo degli elettori americani, una quota in calo, continua a sostenere la linea dura dell'amministrazione come segno di fermezza. Il consenso si erode anche tra gli indipendenti, sempre più scettici sulla capacità di Trump di difendere davvero gli interessi economici del Paese: molti temono che questa politica finisca per danneggiare gli stessi americani.

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