Svizzera Consumi
L'80 per cento degli svizzeri non compra pensando al clima
Un sondaggio Comparis registra un distacco cresciuto di dieci punti rispetto ai primi anni Venti. I dati sul consumo di carne, uova e voli confermano la tendenza.
Il cambiamento climatico influenza poco o per nulla le decisioni d'acquisto di quattro persone su cinque in Svizzera. È il risultato di un sondaggio Comparis condotto nel luglio 2026 su 1'040 residenti, che segna un aumento di dieci punti percentuali rispetto al periodo tra il 2020 e il 2023.
Il dettaglio delle risposte separa due atteggiamenti diversi. Il 34 per cento degli interpellati dichiara che il clima non incide affatto sulle proprie scelte, mentre il 46 per cento parla di un'influenza minima. Solo il 20 per cento afferma che il tema pesa in modo significativo su ciò che compra.
Il reddito muove il dato in una direzione forse inattesa. Tra chi dispone di un reddito familiare superiore agli 8'000 franchi mensili, l'84 per cento non si dice influenzato. Tra chi sta sotto i 4'000, la quota scende al 75 per cento. Chi ha più margine di scelta, quindi, lo usa meno per ragioni ambientali di chi ne ha meno.
I numeri dei consumi
Le dichiarazioni trovano conferma nei dati effettivi, che vanno tutti nella stessa direzione. Il consumo di carne è salito a 51 chili pro capite nel 2025, contro i 48 del 2023. Quello di uova ha toccato un record, superando i 209 pezzi all'anno per abitante. L'aeroporto di Zurigo ha registrato 23,2 milioni di passeggeri in partenza nel 2025, oltre il primato precedente che risaliva al 2019.
Michael Kuhn, esperto interpellato per il sondaggio, individua la distanza tra il consenso dichiarato e il comportamento concreto: le persone chiedono che si agisca, ma si oppongono a rinunciare a voli, abbigliamento e altri beni di consumo.
Tra le cause del distacco vengono citati i temi che occupano l'attenzione al posto del clima: premi di cassa malati, costi dell'abitazione, guerre e inflazione. A questi si aggiungono la stanchezza per un dibattito che dura da anni e la percezione di non poter incidere con le proprie scelte individuali.
Quest'ultimo punto merita attenzione, perché contiene una parte di verità. Le emissioni legate al consumo privato dipendono in larga misura da infrastrutture, offerta e prezzi che il singolo non determina: chi non ha un'alternativa al treno costoso o all'edificio mal isolato in cui abita non può modificare granché con la spesa settimanale. Un sondaggio sulle intenzioni d'acquisto misura anche questo, non soltanto la buona volontà di chi risponde.
Resta il fatto che i tre indicatori citati, carne, uova e voli, si muovono tutti verso l'alto in un anno in cui la siccità ha imposto restrizioni idriche in diversi Cantoni. È la distanza che il sondaggio fotografa.
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