Svizzera Penuria di alloggi
Coira vota a novembre su una quota di alloggi a pigioni accessibili
A novembre i cittadini di Coira voteranno un'iniziativa che vuole riservare un terzo delle nuove abitazioni a pigioni commisurate ai costi, per contrastare il forte aumento degli affitti nel capoluogo grigionese. Il comitato promotore stima risparmi fino a 400 franchi al mese per chi affitta a pigione moderata.
Il prossimo novembre i cittadini di Coira, capoluogo del canton Grigioni, voteranno su un'iniziativa popolare che chiede di riservare un terzo delle nuove abitazioni costruite ogni anno in città a pigioni commisurate ai costi, anziché ai prezzi di mercato. L'obiettivo è contenere la penuria di alloggi che negli ultimi anni si è aggravata in città.
Il testo riprende una proposta analoga, respinta nel febbraio 2016 per meno di 100 schede, circa lo 0,5% dei voti. Per il comitato promotore, che riunisce anche la socialista Barbara Rimml, da allora la situazione è peggiorata. Rimml ha dichiarato a Grigioni Sera che il mercato dell'alloggio a Coira si è aggravato più della media svizzera.
Affitti saliti del 15% in cinque anni
I dati citati dai promotori confermano la tendenza. Negli ultimi cinque anni gli affitti delle nuove abitazioni a Coira sono aumentati del 15%, quasi il doppio della media svizzera, fermatasi all'8%. Il tasso di sfitto resta molto basso, allo 0,13%: una casa libera ogni 800 circa.
Secondo Rimml, a Coira sono state costruite soprattutto abitazioni costose per persone benestanti, mentre mancano alloggi a pigioni moderate. L'iniziativa punta a correggere questo squilibrio: un appartamento locato a 2'000 franchi al mercato libero, se affittato a pigione commisurata ai costi, costerebbe tra 300 e 400 franchi in meno al mese.
Le nuove abitazioni non sarebbero realizzate dal Comune, ma da privati o da cooperative edilizie. Per Rimml, l'iniziativa servirebbe comunque a obbligare la città ad agire e a sviluppare attivamente la costruzione di alloggi a prezzi accessibili, invece di lasciare questo compito al solo mercato.
Resta aperta la domanda se un obbligo simile potrebbe estendersi all'intero Cantone. Joshua Wada, presidente dell'Associazione inquilini grigionese, lo ritiene improbabile: la penuria di alloggi è diffusa, ma le cause variano da luogo a luogo. A Davos, per esempio, dipende soprattutto dal numero di case secondarie.
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