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Ciberattacco ai server della Confederazione, 200 conti colpiti

L'Ufficio federale dell'informatica ha rilevato e bloccato un attacco ai propri server SharePoint. Circa 200 conti utente sono stati compromessi, ma finora non emergono indizi di una fuga di dati.

di Redazione 4 agosto 2026 2 min di lettura

L'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione ha individuato e respinto un attacco informatico contro i propri server SharePoint. Circa 200 conti utente risultano compromessi. Secondo l'ufficio, finora non ci sono indizi che facciano pensare a una fuga di dati.

La vicenda comincia a metà luglio, quando Microsoft rende note alcune vulnerabilità di SharePoint. Il 28 luglio gli specialisti della sicurezza rilevano anomalie sui server dell'ufficio federale. L'accesso a internet viene bloccato subito dopo.

L'ufficio sta ora reinstallando i server interessati. L'accesso da parte di terzi resta sospeso fino al termine dell'operazione, mentre i collaboratori dell'Amministrazione federale continuano a lavorare attraverso canali alternativi.

La piattaforma coinvolta non contiene informazioni confidenziali né dati personali degni di particolare protezione.

Segnalazioni e contesto

L'ufficio ha informato l'Ufficio federale della cibersicurezza e la Segreteria di Stato della politica di sicurezza. Gli indicatori tecnici dell'attacco sono stati trasmessi in via preventiva a tutti i gestori di infrastrutture critiche del Paese.

L'identità degli aggressori non è stata determinata.

Il caso si inserisce in un quadro noto. L'anno scorso l'Ufficio federale della cibersicurezza ha registrato 28 attacchi informatici contro l'Amministrazione federale e 325 contro infrastrutture critiche.

Nel 2025 l'azienda d'armamento Ruag, di proprietà della Confederazione, ha pagato un riscatto al gruppo di pirati informatici Akira per rientrare in possesso di dati sottratti.

La condivisione rapida degli indicatori con gli operatori privati e cantonali è la parte più utile della risposta. Permette a ospedali, aziende elettriche e amministrazioni locali di verificare i propri sistemi prima di essere colpiti dalla stessa vulnerabilità.

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