Economia Alimentari
Il caldo non frena la carne, ma la siccità prepara i rincari
Le alte temperature non hanno ridotto i consumi come previsto. A pesare sui prezzi sarà la contrazione dell'offerta, con animali macellati prima del previsto per mancanza d'acqua.
La regola vuole che sopra i 29 gradi il consumo di carne diminuisca. Quest'estate in Svizzera non è andata così: le temperature elevate non hanno frenato la domanda in modo apprezzabile. Secondo Bell, uno dei principali trasformatori alimentari del Paese, sulle abitudini d'acquisto pesano di più le ferie e i periodi di vacanza che non la colonnina di mercurio.
Alcuni spostamenti ci sono comunque stati. Frutta fresca, insalate e panini pronti registrano una domanda in crescita, con una produzione di sandwich che supera i 220'000 pezzi al giorno. È il tipo di consumo che il caldo favorisce, e che si aggiunge alla carne invece di sostituirla.
Il problema non sta quindi nella domanda, ma in ciò che succede a monte. La siccità prolungata sta agendo su tutta la catena di approvvigionamento, e lo fa con tempi più lunghi di quelli di un'ondata di calore.
Meno acqua, meno animali
Il segnale più concreto riguarda gli allevamenti. In diverse aziende il bestiame viene portato al macello prima del previsto, perché l'acqua e il foraggio scarseggiano e mantenere i capi diventa insostenibile. Nell'immediato questo aumenta la carne disponibile, ma riduce gli effettivi per i mesi successivi. È una scelta che l'allevatore compie sotto pressione e che sposta il costo in avanti, su chi comprerà più tardi.
Anche l'ortofrutta segue una dinamica simile. Le insalate a foglia piccola stanno diventando scarse in tutta Europa e la Svizzera ha cominciato a importarle dalla Turchia: distanze più lunghe per un prodotto che di norma viaggia poco.
L'amministratore delegato di Bell, Marco Tschanz, riassume il quadro elencando i fattori che spingono nella stessa direzione: siccità, calo degli effettivi di bestiame, epizoozie e contesto normativo indicano un'offerta in contrazione. La conseguenza attesa è un aumento dei prezzi.
Chi paga questo aumento non è indifferente. Il rincaro di un bene alimentare di base incide in proporzione molto maggiore sui bilanci familiari più stretti, dove la spesa alimentare occupa una quota elevata del reddito. È un effetto che le statistiche sull'inflazione media tendono a non mostrare.
Nel frattempo un'altra parte del mercato si muove. La produzione di tofu è cresciuta al punto che Bell ha raddoppiato la capacità del proprio stabilimento di Landquart. La domanda è tale che alcuni dettaglianti tedeschi chiedono di importare prodotto svizzero, perché le scorte europee sono quasi esaurite. Se i prezzi della carne saliranno davvero, questa capacità produttiva arriverà al momento giusto.
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