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Bruno Giussani, mille conferenze sulla tecnologia e niente WhatsApp

Il giornalista di Faido ha portato sul palco del Ted centinaia di relatori. A fine agosto torna in Ticino per cinque appuntamenti.

di Redazione 16 agosto 2026 2 min di lettura

Bruno Giussani studia da anni il rapporto fra gli esseri umani e le tecnologie che usano. Per la fondazione Ted ha organizzato centinaia di conferenze, incontrando migliaia di persone. Nella pratica quotidiana applica quella che chiama una resistenza tecnologica: non usa WhatsApp e non tiene il telefonino nella camera da letto.

È nato a Faido, in Leventina, da genitori bergamaschi, e da bambino dava una mano al panettiere del paese. Ha studiato a Ginevra e ha lavorato al Giornale del Popolo e a L'Hebdo, poi ha vissuto a New York e in Canada. Oggi abita a Losanna e torna in Ticino un paio di volte al mese.

Nell'intervista rilasciata a Sara Rossi Guidicelli per Ticino7 racconta anche le abitudini che non ha abbandonato. Coltiva un orto e un frutteto. All'aeroporto arriva sempre un'ora prima del necessario. E sulle cose che lo fanno arrabbiare non gira attorno alla questione: le ingiustizie, dice, "mi mandano in bestia notevolmente".

Cinque serate fra Sopraceneri e Sottoceneri

A quella che considera la qualità più importante da coltivare risponde con una formula che vale anche per il modo in cui guarda alla tecnologia: "La capacità di fidarsi degli altri, anche a costo di sbagliarsi".

Il ritorno in Ticino di fine estate prevede cinque appuntamenti pubblici, organizzati con gli editori Casagrande e Tlon. Il 27 agosto è all'AI Salon di Bioggio, il 28 alla Casa dei Landfogti di Malvaglia, il 29 al Dazio Grande di Rodi-Fiesso. Il 9 settembre è alla libreria Pagina21 di Locarno e il 12 settembre a TEDxBellinzona.

La distribuzione geografica degli incontri, dalla valle di Blenio alla Leventina fino al Luganese, segue la stessa logica del lavoro che Giussani ha fatto per anni: portare la discussione dove il pubblico si trova, invece di aspettare che sia il pubblico a spostarsi verso i centri.

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