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Bellinzona e Lugano, preventivi 2027 in rosso per gli oneri del Cantone

I preventivi 2027 delle principali città ticinesi indicano disavanzi milionari, legati soprattutto al trasferimento di nuovi oneri dal Cantone ai Comuni. L'Associazione dei Comuni ticinesi chiede più autonomia a fronte dei compiti aggiuntivi.

di Gottardo 4 novembre 2026 2 min di lettura

I preventivi delle principali città ticinesi per il 2027 confermano un peggioramento della situazione finanziaria. Bellinzona ha iscritto a bilancio un disavanzo di oltre 10 milioni di franchi, mentre quello previsto da Lugano si avvicina ai 15 milioni. Nessuno dei due comuni intravede segnali di miglioramento nel breve periodo.

"I margini di manovra per risparmiare? Penso che tutti quelli che hanno tentato di fare i compiti nel passato avevano già trovato dove risparmiare. Non ce ne sono più tanti, di margini, e quindi la questione sta diventando piuttosto preoccupante", dice il sindaco di Lugano Michele Foletti, intervistato dal Quotidiano della RSI.

Anche a Bellinzona la lettura è simile. Il capo dicastero finanze Fabio Käppeli segnala che l'evoluzione dei conti del Cantone, a sua volta in difficoltà, non lascia sperare in una riduzione degli oneri trasferiti ai comuni, semmai in un loro aumento. Questo rende più complicato il ritorno a un equilibrio di bilancio nel medio termine. Käppeli quantifica anche lo spazio di manovra residuo: "Su dieci franchi di spesa, possiamo intervenire liberamente su al massimo 1 o 2 franchi, mentre il resto è vincolato da decisioni o norme di carattere superiore".

Tra le voci che pesano di più sui bilanci comunali figurano i nuovi compiti imposti da leggi federali e cantonali, come quelli legati alla prevenzione degli incendi e alla protezione dei dati, che richiedono l'assunzione di personale aggiuntivo per adempiere a decisioni prese a un altro livello istituzionale.

Più autonomia per evitare i doppioni

Secondo l'Associazione dei Comuni ticinesi, buona parte di questi problemi è nota da anni e non è mai stata affrontata alla radice. Il presidente Felice Dafond avverte che l'assenza di correttivi comporterà un peggioramento sensibile delle finanze di tutti i comuni ticinesi.

Tra le proposte avanzate dai comuni c'è quella di far corrispondere l'aumento degli oneri a una maggiore autonomia decisionale. L'obiettivo è evitare che uno stesso compito di prossimità venga svolto in parallelo da Cantone e comune, con una duplicazione di strutture e costi che finisce per gravare sui cittadini. Resta da vedere se il Cantone, alle prese con conti propri in peggioramento, sarà disposto a rinunciare a parte del controllo su questi ambiti in cambio di una gestione comunale più efficiente.

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