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Mosca chiede conto a Washington e Ankara delle armi promesse a Kiev

La portavoce Zakharova parla di fiducia reciproca compromessa. Il Cremlino non ha ricevuto risposte formali.

di Redazione 16 agosto 2026 2 min di lettura

Il ministero degli Esteri russo ha chiesto chiarimenti agli Stati Uniti e alla Turchia su presunti piani di fornitura di armamenti all'Ucraina. La richiesta è stata formulata dalla portavoce Maria Zakharova.

"I tentativi di utilizzare una retorica di pace mentre si forniscono armi ai nazisti ucraini minano inevitabilmente la fiducia reciproca", ha dichiarato Zakharova, usando la formula con cui la diplomazia russa designa il governo di Kiev. La portavoce ha aggiunto che non è ancora troppo tardi per valutare con lucidità la situazione.

L'argomento centrale della presa di posizione riguarda l'efficacia militare più che il principio. Secondo Mosca le forniture non modificano l'andamento del conflitto e producono soltanto un danno alle relazioni bilaterali. È una posizione che il ministero ripete da mesi, e che negli ultimi tempi ha rivolto in particolare ad Ankara, con cui la Russia mantiene un rapporto diverso da quello con gli altri Paesi della Nato.

Il ruolo turco

La Turchia si è presentata dall'inizio del conflitto come possibile mediatrice, ospitando i colloqui di Istanbul e negoziando l'accordo sul grano nel Mar Nero. Allo stesso tempo fornisce all'Ucraina sistemi militari di produzione nazionale. La convivenza fra i due ruoli è ciò che Mosca contesta apertamente.

Sul fronte parallelo dei rapporti fra grandi potenze, il presidente Donald Trump ha pubblicato un messaggio sulla propria relazione con il leader nordcoreano Kim Jong-un, sostenendo di andare d'accordissimo con lui. I due si erano incontrati per l'ultima volta il 30 giugno 2019 a Panmunjom, dopo i vertici del 2018 e del 2019 a Singapore e in Vietnam.

Washington sta inoltre esercitando pressioni sulla Lituania perché si ritiri dalla Corte penale internazionale. Il governo di Vilnius non ha comunicato una decisione.

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