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Si apre a Zurigo il processo d'appello a Pierin Vincenz

L'ex direttore generale di Raiffeisen, condannato in prima istanza a tre anni e nove mesi, è tornato davanti al Tribunale cantonale. I dibattimenti proseguiranno fino al 21 agosto.

di Redazione 10 agosto 2026 3 min di lettura

Si è aperto lunedì mattina davanti al Tribunale cantonale di Zurigo, con un folto pubblico in aula, il processo d'appello all'ex direttore generale di Raiffeisen Pierin Vincenz e ai suoi coimputati. Nel 2022 Vincenz era stato condannato a tre anni e nove mesi di detenzione, in particolare per truffa, amministrazione infedele e corruzione passiva. Il suo ex socio in affari Beat Stocker, che aveva guidato la società di emissione di carte di credito Aduno, oggi Viseca, si era visto infliggere quattro anni di carcere.

I dibattimenti sono previsti fino al 21 agosto. Data la complessità della vicenda, non è ancora noto quando arriverà la sentenza.

Al centro delle accuse ci sono alcune acquisizioni aziendali. Secondo la procura i due principali imputati si sarebbero arricchiti illecitamente entrando nel capitale di quelle società, per poi fare in modo che venissero rilevate da Raiffeisen o da Aduno. L'operazione avrebbe fruttato loro utili milionari.

Un secondo filone riguarda le spese dell'ex banchiere. Il Ministero pubblico gli contesta di aver usato le carte di credito aziendali per scopi privati, addebitando alla banca visite in strip club e viaggi a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Nell'atto d'accusa quelle uscite sono descritte come un «Tour de Suisse nel mondo a luci rosse». In tribunale Vincenz le ha sempre giustificate come attività di cura delle relazioni d'affari.

Una lunga battaglia procedurale

L'appello arriva dopo anni di passaggi giudiziari. Nel febbraio del 2024 il Tribunale cantonale aveva annullato la sentenza di primo grado per vizi di procedura: l'atto d'accusa, lungo 356 pagine, era stato giudicato inutilmente prolisso e dettagliato, al punto da rendere difficile una difesa efficace. Inoltre non sarebbe stato tradotto per intero per un coimputato di lingua francese. L'incarto era quindi tornato al Ministero pubblico perché ne redigesse uno nuovo.

La procura si era opposta con successo. All'inizio del 2025 il Tribunale federale aveva stabilito l'ammissibilità del documento, ripristinato la validità della prima sentenza e rinviato il caso al Tribunale cantonale affinché ne esaminasse il merito. Nella primavera di quest'anno gli avvocati degli imputati avevano chiesto un ulteriore rinvio del processo d'appello, motivandolo con ricorsi ancora pendenti a Losanna. La richiesta era stata respinta.

Nel frattempo è cambiata anche la situazione patrimoniale privata dell'ex direttore generale. Una sua villa di vacanza a Morcote è stata venduta in un'asta giudiziaria per circa quattro milioni di franchi. È stata ceduta anche la casa di Niederteufen, in Appenzello Esterno, con un ricavo di circa dieci milioni.

Il caso era emerso nel 2016. Alcune rivelazioni del giornalista di Inside Paradeplatz Lukas Hässig avevano fatto scattare le indagini su partecipazioni azionarie di Raiffeisen in quattro società poi rilevate dalla banca sangallese, e sul rapporto fra Vincenz e Stocker.

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