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Cantone Turismo e lavoro

Villa Sassa e Villa Principe Leopoldo, confermati 131 licenziamenti

DOT Life SA ha confermato il licenziamento collettivo di 131 dipendenti di Villa Sassa e Villa Principe Leopoldo, a Lugano, in vista della chiusura dei due hotel da gennaio per lavori di ristrutturazione. Tutti riceveranno un'indennità straordinaria e l'azienda punta a riassumerli alla riapertura, prevista per maggio 2027.

di Brenno 22 ottobre 2026 2 min di lettura Luganese

Il licenziamento collettivo di 131 dipendenti di Villa Sassa e Villa Principe Leopoldo, a Lugano, è diventato realtà. Lo ha confermato mercoledì il presidente di DOT Life SA, la società che gestisce i due hotel, Daniele Lardi, ai microfoni de Il Quotidiano della RSI. La misura era già stata anticipata a inizio ottobre.

I due alberghi chiuderanno a gennaio per quattro mesi, per permettere lavori di ristrutturazione importanti. Gli investimenti previsti superano i 40 milioni di franchi per Villa Sassa e i 12 milioni per Villa Principe Leopoldo, per oltre 50 milioni complessivi. L'obiettivo della proprietà è riaccogliere gli ospiti in maggio 2027, con una ripresa graduale delle attività.

Lardi ha assicurato che tutti i 131 dipendenti riceveranno un'indennità straordinaria, pari a una mensilità lorda di stipendio, sostanzialmente una quattordicesima, che sarà versata a inizio gennaio.

Tra disoccupazione e trasferimenti

Per molti dipendenti, la chiusura dei due hotel significherà passare alla disoccupazione fino alla riapertura. Altri si stanno invece ricollocando già ora. DOT Life SA ha proposto ad alcuni di loro di lavorare in altre strutture del gruppo in montagna, a St. Moritz o a Gstaad: secondo Lardi, alcuni dipendenti sembrano disposti ad accettare questa soluzione, lontana da Lugano. Altri lavoratori si sono invece trasferiti o si trasferiranno al Kurhaus di Cademario, un'altra struttura del gruppo, rimanendo così in Ticino.

Lardi ha confermato che i lavori inizieranno a inizio gennaio e dovrebbero concludersi a fine aprile, con la riapertura fissata per il primo maggio. L'azienda dichiara di voler riassumere tutte le persone che a quel momento saranno ancora disponibili sul mercato del lavoro. Resta da vedere quanti dei 131 lavoratori scelgano di attendere il ritorno a Lugano, invece di accettare un trasferimento lontano da casa o di trovare nel frattempo un impiego stabile altrove, uscendo definitivamente dall'organico dei due hotel.

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