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Svizzera Diritto umanitario

Un affresco a Ginevra denuncia gli attacchi a medici e ospedali in guerra

Il duo ticinese Nevercrew ha realizzato un'opera per Medici Senza Frontiere e l'Ospedale universitario di Ginevra, presentata per la Giornata mondiale dell'aiuto umanitario.

di Redazione 20 agosto 2026 2 min di lettura

Medici Senza Frontiere (MSF) e l'Ospedale universitario di Ginevra (HUG) hanno presentato a Ginevra un affresco che denuncia gli attacchi contro medici e ospedali nelle zone di guerra. Le due organizzazioni hanno scelto di svelare l'opera in occasione della Giornata mondiale dell'aiuto umanitario, per richiamare l'attenzione sulla fragilità del diritto umanitario in un periodo di conflitti che colpiscono sempre più spesso il personale sanitario.

Il murale richiama la risoluzione 2286 delle Nazioni Unite, che dovrebbe garantire la protezione di medici e operatori umanitari nei conflitti armati. Si tratta però di un testo violato quotidianamente. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dall'inizio dell'anno si sono registrati oltre 900 attacchi contro ospedali e personale sanitario in diverse parti del mondo, con quasi mille morti. Le aree più colpite restano Ucraina, Libano e Gaza.

Micaela Serafini, presidente di Medici Senza Frontiere Svizzera, ha raccontato alle telecamere del Telegiornale della RSI il clima di insicurezza in cui si trova oggi a lavorare il personale sanitario: "Oggi andiamo al lavoro con la paura di entrare in ospedale per curare, di salire su un'ambulanza senza sapere se verremo fermati o bombardati."

L'opera dei Nevercrew

Il murale è opera dei Nevercrew, il duo di artisti formato dai ticinesi Christian Rebecchi e Pablo Togni. Rebecchi racconta così il senso del lavoro: "In questo caso si trattava di parlare di responsabilità e di fragilità." L'artista descrive poi l'immagine al centro dell'opera: "Da una parte fa da tetto, da protezione; allo stesso tempo, però, viene stracciato, viene distrutto dalla prepotenza di chi si disinteressa di queste regole."

Rebecchi spera che l'affresco spinga chi lo osserva ad approfondire e riflettere sul periodo storico attuale, "in cui tutti i diritti umani sono spesso calpestati e in cui determinati poteri si arrogano il diritto di passare sopra le vite umane e addirittura sopra le leggi internazionali."

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