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Cantone Indagine giudiziaria

Trovata morta nel lago a Melide, esclusi interventi di terzi

Il Ministero pubblico ha reso noti i primi risultati dell'autopsia sulla 52enne trovata morta nel lago Ceresio a Melide: nulla indica l'intervento di terzi, ma mancano ancora gli esami tossicologici. La donna aveva reso pubbliche le registrazioni delle telefonate con il consigliere di Stato Claudio Zali.

di Redazione 28 agosto 2026 2 min di lettura Luganese

Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno reso noti i primi risultati degli accertamenti condotti sul corpo di una donna di 52 anni, cittadina svizzera domiciliata nel Luganese, ritrovata senza vita nelle acque del lago Ceresio, a Melide. Secondo quanto comunicato dalle autorità, gli accertamenti svolti finora non hanno evidenziato alcun intervento di terzi nella determinazione del decesso.

La relazione preliminare dell'autopsia medico-legale non ha individuato cause traumatiche o patologiche alternative evidenti. Per questo motivo, al momento, l'ipotesi ritenuta più verosimile dagli inquirenti è quella di una morte per annegamento. Le autorità precisano tuttavia che si tratta di una conclusione ancora provvisoria.

Il referto preliminare dovrà infatti essere completato con gli esiti di ulteriori esami già ordinati, ma i cui risultati non sono ancora noti. Si tratta in particolare di un ampio screening tossicologico e di prelievi istologici, necessari affinché le conclusioni possano essere consolidate anche dal punto di vista medico-scientifico. Parallelamente, l'inchiesta prosegue con l'esame delle tracce raccolte e con la raccolta di testimonianze.

Il caso legato alle registrazioni con Zali

La vicenda ha avuto una vasta risonanza mediatica perché, meno di un mese prima di morire, la donna aveva reso pubbliche alcune registrazioni di telefonate con il consigliere di Stato Claudio Zali, registrazioni che avevano già suscitato scalpore.

Parallelamente alla vicenda del ritrovamento nel lago, prosegue anche un'altra istruttoria, aperta dopo una denuncia per aggressione sporta dalla donna lo scorso 8 agosto. Il procedimento, in cui vengono ipotizzati i reati di tentate lesioni gravi e di lesioni semplici, resta al momento aperto contro ignoti.

Il Ministero pubblico ha reso noto che comunicherà gli sviluppi dell'inchiesta solo in presenza di elementi consolidati. Le autorità hanno sottolineato che agiranno nel rispetto delle norme vigenti e dei famigliari della vittima, tenendo conto anche dei tempi necessari per completare le verifiche in corso.

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