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Trasporti 45, piano da 50 miliardi: la consultazione divide i pareri

Si è conclusa la consultazione sul progetto Trasporti 45, che prevede 50 miliardi di franchi di investimenti in ferrovia, strade e agglomerati fino al 2045. Partiti, associazioni e Cantoni si dividono soprattutto sul finanziamento e sulle priorità.

di Gottardo 10 ottobre 2026 3 min di lettura
La stazione ferroviaria di Ginevra Cornavin, di cui il progetto prevede l'ampliamento.
La stazione ferroviaria di Ginevra Cornavin, di cui il progetto prevede l'ampliamento. Immagine d'archivio Guilhem Vellut from Annecy, France — CC BY 2.0, Wikimedia Commons

Si è conclusa venerdì la consultazione sul progetto Trasporti 45, il piano del Consiglio federale che per la prima volta mette insieme ferrovia, autostrade e traffico d'agglomerato in un unico quadro di pianificazione. Sulla base di una perizia del Politecnico federale di Zurigo, il progetto prevede investimenti per circa 50 miliardi di franchi entro il 2045. Un primo pacchetto di 11 miliardi di franchi dovrebbe arrivare in Parlamento all'inizio del 2027, seguito da un secondo messaggio nel 2031.

Per la ferrovia sono previsti sviluppi sia nella Svizzera romanda, con il potenziamento della linea Bienne-Losanna/Ginevra, la nuova linea diretta Neuchâtel-La Chaux-de-Fonds e l'ampliamento della stazione di Ginevra Cornavin, sia nella Svizzera tedesca, con cadenze più frequenti tra Berna, Zurigo, Lucerna e Basilea. Restano nel progetto anche la stazione sotterranea di Lucerna e il tunnel del Grimsel, quest'ultimo contestato da chi lo giudica troppo oneroso rispetto ai benefici. Sul fronte stradale, il Consiglio federale ha invece rinunciato a 31 progetti per circa 16 miliardi di franchi, mantenendo solo l'ampliamento a sei corsie tra Perly e Bernex, nel canton Ginevra, e un intervento in Argovia.

Il nodo centrale resta il finanziamento. Per la ferrovia mancano 10 dei 24 miliardi di franchi necessari, e il Consiglio federale conta di coprirli prolungando dopo il 2030 il punto percentuale IVA oggi temporaneo, destinato al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria. PLR, PS, Verdi e Centro sostengono la misura ma chiedono maggiore trasparenza sui conti del fondo; l'UDC la respinge. Anche le FFS e l'Unione dei trasporti pubblici giudicano insufficienti le risorse previste, mentre l'Associazione traffico e ambiente contesta la scelta di tagliare i progetti stradali invece di investire di più su ferrovia e mobilità lenta. Diversi Cantoni, incluse le autorità romande, chiedono una pianificazione finanziaria più realistica prima di dare un'adesione piena.

Un audit critico

A pesare sul dibattito c'è anche l'audit del Controllo federale delle finanze, che a metà settembre ha segnalato debolezze importanti nel progetto, già comunicate al Dipartimento dei trasporti prima dell'apertura della consultazione. Il CDF aveva chiesto di sospendere Trasporti 45 fino alla risoluzione dei punti critici, un invito che apre interrogativi sulla solidità delle stime di costo e sui tempi con cui il Parlamento dovrà pronunciarsi sul primo pacchetto di 11 miliardi. Resta da vedere se il prolungamento del supplemento IVA basterà a garantire un finanziamento duraturo del fondo ferroviario, o se l'ampiezza del programma dovrà essere rivista per restare sostenibile per le finanze federali.

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