Svizzera Consiglio federale
Successione di Parmelin, l'UDC cerca ancora il candidato
Entro mezzogiorno di venerdì i candidati UDC alla successione di Guy Parmelin devono annunciarsi ufficialmente. Per ora si è presentata solo la ginevrina Céline Amaudruz, mentre diversi big del partito hanno già rinunciato.

Entro mezzogiorno di venerdì prossimo i membri dell'UDC interessati alla successione di Guy Parmelin in Consiglio federale devono annunciare la propria candidatura. Finora si è fatta avanti solo la consigliera nazionale ginevrina Céline Amaudruz, vicepresidente del partito svizzero.
Diversi altri nomi circolano, ma nessuno ha ancora sciolto le riserve. Il friburghese Nicolas Kolly, eletto al Consiglio nazionale nel 2023 e attivo sui dossier delle relazioni con l'UE e dell'agricoltura, annuncerà a breve la sua decisione. Non si è ancora espresso il bernese Pierre Alain Schnegg, consigliere di Stato con una lunga esperienza come rappresentante del Giura bernese nell'Esecutivo cantonale. Il vallesano Franz Ruppen, consigliere di Stato ed ex consigliere nazionale dal 2015 al 2021, sta valutando una candidatura.
Big del partito ancora in silenzio
Due figure di peso della fazione UDC alla Camera del popolo, lo zughese Thomas Aeschi, già candidato al Consiglio federale nel 2015, e lo zurighese Thomas Matter, non hanno ancora reso nota la loro intenzione. Le loro posizioni intransigenti su diversi temi potrebbero però costare loro appoggi fuori dal gruppo parlamentare.
Altri nomi legati al Consiglio nazionale che potrebbero scendere in campo sono il lucernese Franz Grüter, il turgoviese Pascal Schmid, l'obvaldese Monika Rüegger, l'argoviese Benjamin Giezendanner e il vallesano Michael Graber. Sta valutando una candidatura anche l'argoviese Jean-Pierre Gallati, ex consigliere nazionale e ora ministro della sanità nel suo cantone.
A pesare, al momento, è soprattutto il lungo elenco di chi ha già rinunciato. Tra le rinunce più significative ci sono quelle della consigliera di Stato zurighese Natalie Rickli e del presidente del partito svizzero Marcel Dettling. Hanno dato forfait anche il consigliere di Stato svittese Andre Rüegsegger, la consigliera agli Stati sangallese Esther Friedli e i consiglieri nazionali Christian Imark (Soletta), Sylvain Freymond e Yvan Pahud (entrambi vodesi) e Pierre-André Page, friburghese e attuale presidente del Consiglio nazionale.
Queste rinunce riducono le possibilità che la Svizzera romanda riconquisti un seggio in Consiglio federale dopo Parmelin. Anche Magdalena Martullo-Blocher, figlia del noto tribuno zurighese del partito, si è chiamata fuori fin dalle prime battute, definendo la propria candidatura incompatibile con la sua attività di imprenditrice.
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