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Svizzera Agricoltura

Oltre mille aziende agricole hanno annunciato danni da siccità

Metà dei sinistri registrati quest'anno da Grandine Svizzera è legata alla canicola. Le colture estive e i pascoli sono i più colpiti, ma il conto finale non è ancora calcolabile.

di Brenno 6 agosto 2026 2 min di lettura

Il caldo prolungato e l'assenza di precipitazioni stanno lasciando il segno sull'agricoltura svizzera. Circa 1100 aziende hanno annunciato danni da siccità a Grandine Svizzera, la società che assicura il settore contro le avversità atmosferiche.

«La metà dei sinistri registrati nel 2026 da Grandine Svizzera sono legati alla canicola», ha dichiarato Urs Schuler, responsabile della cooperativa di assicurazioni sui raccolti. Si tratta di una quota nettamente superiore alla media storica.

Le notifiche arrivano da tutto il Paese, con una concentrazione maggiore nelle regioni occidentali. È lì che si trova la maggior parte delle polizze con copertura contro la siccità.

Che cosa è andato perso

Molti agricoltori hanno notificato in via precauzionale danni alle colture invernali come grano, orzo e colza. I raccolti si sono poi rivelati in gran parte migliori delle attese.

Il problema si è spostato più avanti nella stagione. «Le colture estive, in particolare patate, mais, barbabietole da zucchero e girasoli, così come i pascoli, sono state colpite in modo nettamente maggiore», ha spiegato Schuler. Buona parte di queste colture non è ancora stata raccolta, e per questo l'entità complessiva del danno non è quantificabile.

Grandine Svizzera assicura oggi circa 2350 aziende agricole contro il rischio di siccità. La copertura riguarda seminativi per 46'000 ettari, pari al 17% della superficie coltivabile del Paese.

Dal 2025 la Confederazione copre il 30% dei premi per le assicurazioni contro il gelo e la siccità, una misura prevista in un primo tempo fino al 2032. Nel primo anno di applicazione circa 2500 aziende su 46'000 hanno chiesto lo sconto, e lo Stato ha speso poco più di 2 milioni di franchi. Il 57% delle riduzioni riguardava specificamente il rischio di siccità.

L'Ufficio federale dell'agricoltura si dice soddisfatto della risposta, in linea con le previsioni, e attende un aumento del 10% degli assicurati nel 2026. Il dato va però letto con cautela, perché i contratti per l'anno in corso erano già stati sottoscritti prima dell'attuale periodo secco.

Il sostegno pubblico ai premi assicurativi resta una risposta parziale. Serve a distribuire il rischio, non a evitare il danno, e lascia aperta la questione di come adattare le colture a estati che si ripetono con questa frequenza.

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