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RUAG MRO, dopo le irregolarità interne denunce penali e danni per 51 milioni

Un'indagine interna sulla società statale di armamenti RUAG MRO ha portato alla luce irregolarità nella vendita di carri Leopard e in altre transazioni. L'azienda ha depositato denunce penali e chiede risarcimenti per circa 51 milioni di euro a dieci persone.

di Gottardo 31 ottobre 2026 3 min di lettura

RUAG MRO, l'azienda statale svizzera attiva nella manutenzione e nel commercio di materiale d'armamento, ha chiuso l'indagine interna avviata nel 2023 sulle irregolarità nella propria gestione. Il rapporto, pubblicato venerdì, descrive un fallimento dei meccanismi di controllo interno e indica diversi possibili illeciti. L'azienda ha presentato denunce penali e intentato cause civili per circa 51 milioni di euro contro dieci persone.

Il caso era emerso in tutta la sua portata nel 2025, quando il Controllo federale delle finanze ha esaminato a fondo la gestione e la direzione strategica di RUAG MRO. Quattro audit hanno rilevato gravi disfunzioni e frodi legate alla vendita di 96 carri armati Leopard 1. L'episodio più grave riguarda ricambi per Leopard acquistati dall'esercito olandese per una cinquantina di milioni di franchi e rivenduti per 3 milioni a società vicine a un ex dirigente del gruppo.

Gli approfondimenti condotti dallo studio legale Niederer Kraft Frey hanno aggiunto altri elementi. Sussiste il sospetto che un ex collaboratore abbia trasmesso disegni tecnici sensibili a indirizzi privati e a terzi in Germania, permettendo a produttori non omologati di realizzare pezzi che potrebbero essere finiti nei depositi di RUAG o nei carri Leopard 2. La Confederazione ha già bloccato gli stock interessati. Altri indizi riguardano una filiale sudafricana, oggi liquidata, della controllata Nitrochemie, che avrebbe reso possibili transazioni non autorizzate da Svizzera e Germania, e una sotto-partecipazione non dichiarata acquisita da un ex collaboratore nell'ambito della scissione del gruppo.

Responsabilità statali in discussione

Il rapporto critica anche la sorveglianza esercitata dalla Confederazione, in qualità di proprietaria di RUAG, sulla società. Si tratta di un'impresa pubblica, finanziata e garantita dai contribuenti, nei cui confronti i controlli interni ed esterni avrebbero dovuto intercettare prima le anomalie emerse solo ora. Il presidente del consiglio di amministrazione Jürg Rötheli ha parlato di un investimento necessario: "La complessità di questi dossier ha reso il lavoro impegnativo. Questo investimento era tuttavia voluto per preparare il nostro futuro, e ha dato i suoi frutti", ha dichiarato, aggiungendo che l'azienda ha "posto così le basi per un nuovo inizio sereno".

RUAG ha avviato una riorganizzazione, con una nuova unità Corporate Services e un sistema di conformità rafforzato, oltre a miglioramenti nel controllo delle esportazioni e nella gestione degli intermediari. Il ministro della difesa Martin Pfister ha definito gli episodi "inaccettabili", sottolineando che minano la fiducia dell'opinione pubblica verso un'azienda importante per la capacità di difesa svizzera. Un gruppo di lavoro del Dipartimento della difesa valuterà ora le responsabilità degli organi di RUAG e il ruolo della Confederazione come proprietaria, oltre alla collaborazione con l'esercito, cliente principale della società. I risultati sono previsti tra due o tre mesi.

Resta da vedere se le misure annunciate basteranno a evitare che l'azienda pubblica torni a generare perdite di questa portata a carico dei conti federali.

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