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Raid USA contro lanciarazzi iraniani nello Stretto di Hormuz

Un attacco statunitense ha colpito due lanciarazzi iraniani sull'isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. I Guardiani della Rivoluzione parlano di morti e feriti e promettono una reazione.

di Redazione 31 agosto 2026 2 min di lettura

Gli Stati Uniti hanno condotto domenica un attacco contro due lanciarazzi individuati sull'isola di Larak, nello Stretto di Hormuz. A renderlo noto è stato un funzionario statunitense, secondo cui si tratta della prima azione militare condotta dagli Stati Uniti nella regione negli ultimi trenta giorni.

Alcuni media iraniani hanno riferito di rumori riconducibili a esplosioni nella zona colpita dal raid. I Guardiani della Rivoluzione hanno reso noto che l'attacco ha causato morti e feriti sia tra i propri combattenti sia tra la popolazione civile iraniana presente nella zona. Un bilancio ufficiale delle vittime non è ancora stato diffuso. Le prime informazioni, fornite dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, parlano di due morti e due feriti.

Il retroscena delle mine marine

Secondo la ricostruzione fornita dal funzionario statunitense, le forze del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione erano state avvistate mentre si preparavano a lanciare razzi caricati con mine marine nello Stretto di Hormuz. Il raid statunitense appare quindi legato al tentativo di impedire quel lancio, prima che venisse effettivamente eseguito.

L'episodio arriva a pochi giorni di distanza da un'altra operazione condotta dalle forze statunitensi: la scorsa settimana l'esercito americano aveva infatti già completato la rimozione di mine dello stesso tipo, che erano state disseminate lungo la medesima rotta marittima internazionale.

I Guardiani della Rivoluzione hanno reagito all'attacco annunciando l'intenzione di rispondere e di punire i responsabili di quanto accaduto. La promessa di reazione è stata riportata dall'emittente statale iraniana IRIB.

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