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Ospedali, chiesti obblighi sui conflitti di interesse dei medici

La Commissione federale per la qualità propone che gli ospedali dichiarino regolarmente i legami di interesse e rafforzino i controlli sui trattamenti sperimentali. Le raccomandazioni seguono il caso della cardiochirurgia di Zurigo.

di Redazione 3 agosto 2026 3 min di lettura

Gli ospedali inseriti negli elenchi cantonali dovrebbero rendere pubblici in modo completo e regolare i legami di interesse del personale dirigente. È una delle raccomandazioni con cui la Commissione federale per la qualità (CFQ) vuole ridurre il rischio che interessi personali o finanziari influenzino le cure.

La Commissione chiede ai Cantoni di collegare l’ammissione negli elenchi ospedalieri a questo obbligo di trasparenza. Le strutture dovrebbero anche prevenire concretamente i conflitti che emergono dalle dichiarazioni, assumendosi una responsabilità diretta verso i pazienti.

Un secondo gruppo di misure riguarda la ricerca e i trattamenti sperimentali. Le direzioni strategiche e operative dovrebbero verificare che ogni progetto rispetti la legge sulla ricerca umana e le regole etiche. Questo comprende l’autorizzazione dell’organo competente, una valutazione attenta di benefici e rischi, informazioni complete per il paziente, partecipazione volontaria, documentazione e controllo dell’evoluzione clinica.

Le conseguenze del caso zurighese

Le raccomandazioni nascono dopo l’inchiesta sui fatti avvenuti tra il 2016 e il 2020 nella cardiochirurgia dell’Ospedale universitario di Zurigo. Il caso è associato all’ex primario Francesco Maisano. L’ospedale ha trasmesso alla magistratura una ventina di casi; Maisano respinge le accuse. Gli accertamenti giudiziari devono stabilire eventuali responsabilità e vale la presunzione d’innocenza.

La CFQ non propone di fermare i trattamenti innovativi. Sostiene che il progresso medico richieda direzioni ospedaliere e organi di vigilanza capaci di esaminare in modo critico sia i rischi clinici sia gli interessi economici delle persone coinvolte.

Le raccomandazioni non costituiscono da sole un nuovo obbligo valido in tutta la Svizzera. La loro attuazione dipende dai Cantoni e dagli organi che dirigono i fornitori di prestazioni. Il punto politico sarà quindi trasformare il principio di trasparenza in criteri verificabili, aggiornati regolarmente e accompagnati da conseguenze quando un conflitto non viene gestito.

Per i pazienti, la differenza non sta nella semplice pubblicazione di un elenco. Conta che l’ospedale sappia riconoscere un interesse rilevante prima di una decisione terapeutica e che il consenso a una procedura sperimentale sia davvero informato e libero.

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