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OpenAI e i matematici si contendono il merito della soluzione di Navier-Stokes

Due matematici sostengono di aver dimostrato, con l'aiuto di modelli di intelligenza artificiale, una soluzione al problema di Navier-Stokes, uno dei sette problemi del millennio. OpenAI rivendica il merito per i suoi modelli, ma i ricercatori denunciano pressioni e scarsa trasparenza.

di Redazione 9 settembre 2026 3 min di lettura

Il Clay Mathematics Institute promette un milione di dollari a chi risolve uno dei sette problemi del millennio, i quesiti matematici più difficili al mondo. Tra questi ci sono le equazioni che descrivono il comportamento dei fluidi, note come equazioni di Navier-Stokes, aperte da oltre due secoli. Nelle ultime ore due matematici sostengono di essere arrivati a una possibile soluzione grazie anche a modelli di intelligenza artificiale, e la notizia ha aperto uno scontro pubblico con OpenAI.

Nel Settecento Leonhard Euler ha formulato la prima equazione per descrivere il moto di un fluido ideale, privo di viscosità. Nel 1822 l'ingegnere francese Claude-Louis Navier ha introdotto nel modello la viscosità, per calcolare come si comportano fluidi diversi, dall'acqua al miele, sottoposti a forze e resistenze differenti. Il matematico inglese George Gabriel Stokes ha poi sistematizzato queste equazioni. Da allora manca una dimostrazione completa per il caso reale, tridimensionale: descrivere ogni possibile comportamento di un fluido resta un problema aperto.

Tristan Buckmeister, matematico della New York University, e Levent Alpöge, matematico e membro dello staff tecnico di Anthropic, hanno annunciato un risultato ottenuto a titolo personale, al di fuori dei rispettivi incarichi. Secondo Buckmeister il lavoro procedeva con difficoltà da un anno, poi tra il 15 e il 22 agosto ha avuto un'accelerazione decisiva grazie all'uso di modelli di intelligenza artificiale. I due sostengono di aver dimostrato un blow up, cioè una rottura improvvisa nel comportamento di un fluido sottoposto a una forza regolare e continua, in un intervallo di tempo definito: oltre quel punto la velocità cresce all'infinito e la matematica non riesce più a descriverla. Il risultato dovrà comunque essere verificato secondo il rigido protocollo scientifico Lean.

Lo scontro con OpenAI

Per arrivare al risultato, Buckmeister dichiara di aver usato sia Claude di Anthropic sia diversi modelli di OpenAI, tra cui Codex e le versioni più avanzate di GPT, presentate come le più vicine finora all'intelligenza artificiale generale. Da qui la polemica: OpenAI ha comunicato di aver ottenuto la dimostrazione del blow up in tempi rapidi, con un documento di cento pagine, descrivendo il contributo umano dei due matematici come minimo e il comportamento dei propri modelli come sostanzialmente autonomo.

Buckmeister replica che un intero team dell'azienda ha invece analizzato per un anno i dati caricati da lui e da Alpöge su Codex, senza mai chiarire se venissero usati anche per addestrare i modelli. Il matematico denuncia inoltre pressioni per escludere Alpöge dai risultati, in quanto dipendente di Anthropic, azienda concorrente: richieste che definisce «irritanti» e a cui gli sarebbe stato risposto, tra l'altro, «Vuoi rovinarti la carriera?». Particolarmente teso lo scambio telefonico con Sebastien Bubeck, ricercatore di OpenAI, che secondo Buckmeister ha insistito per la rimozione di Alpöge arrivando a dirgli: «Se non vuoi che sia gentile, allora vuol dire che non devo esserlo».

Buckmeister paragona la vicenda al 1997, quando il computer Deep Blue batté a scacchi il campione Garry Kasparov, e racconta di essere stato costretto a pubblicare una documentazione incompleta pur di non farsi anticipare da OpenAI. La disputa apre una discussione più ampia sul ruolo dei ricercatori umani nel momento in cui l'intelligenza artificiale comincia a contribuire in modo determinante alle scoperte scientifiche.

Immagini e video

Treta com OpenAI: O Matemático por Trás do Rumor Quebrou o Silêncio | Problema de Navier–Stokes Video: Matemática como Hobby

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