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Ucraina, il procuratore generale si dimette dopo accuse di corruzione

Il procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko si è dimesso dopo essere finito al centro di un'inchiesta per corruzione. Il fine settimana scorso gli agenti anticorruzione avevano perquisito i suoi uffici nell'ambito di indagini su una rete di riciclaggio legata ai call center illegali.

di Redazione 8 settembre 2026 2 min di lettura

Il procuratore generale dell'Ucraina, Ruslan Kravchenko, ha lasciato l'incarico dopo essere finito al centro di un'inchiesta per corruzione. Nel fine settimana gli agenti dell'Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) e della Procura specializzata anticorruzione (SAPO) hanno perquisito i suoi uffici, nell'ambito di indagini su una rete di call center illegali attivi nel Paese.

Le due agenzie hanno reso noto sabato di aver scoperto un sistema di riciclaggio di denaro "guidato da un funzionario della procura generale". Secondo gli inquirenti, la rete riceveva pagamenti in cambio della protezione dei call center che gestivano truffe telefoniche, e con questo meccanismo "riciclava milioni di dollari". Le truffe telefoniche sono aumentate molto sia in Ucraina sia in Russia nel corso degli oltre quattro anni di guerra tra i due Paesi.

Secondo la NABU, le tangenti incassate servivano ad acquistare immobili, gioielli e altri beni di valore. L'agenzia ha reso pubbliche le immagini di una cassaforte piena di mazzette di banconote da dollari, e ha dichiarato di aver individuato cinque persone coinvolte nel sistema, senza però rendere noti i loro nomi.

Le dimissioni

Domenica Kravchenko aveva reagito alle accuse con una dichiarazione sui social media, in cui affermava di respingerle e le definiva "completamente infondate", negando qualsiasi illecito da parte sua. Oggi ha invece annunciato su Telegram di aver presentato le dimissioni dall'incarico di procuratore generale. Ha scritto di non voler che la carica venga "utilizzata come strumento di scontro politico", precisando che la sua posizione riguardo alle accuse resta invariata.

La corruzione resta un problema che l'Ucraina fatica a debellare, anche in piena guerra con la Russia. Negli ultimi anni diversi scandali hanno coinvolto pure persone vicine al presidente Volodymyr Zelensky.

Secondo la Global Initiative Against Transnational Crime (GI-TOC), organizzazione con sede in Svizzera, i call center illegali che operano in Ucraina danno lavoro a circa 60mila persone.

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