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Nuovi raid USA sull'Iran, Teheran risponde con missili e droni

Le forze statunitensi hanno colpito obiettivi nel sud dell'Iran, in risposta ai raid dei Guardiani della rivoluzione contro la navigazione nello stretto di Hormuz. Teheran ha risposto lanciando missili e droni contro basi statunitensi in Giordania e Bahrein.

di Redazione 2 settembre 2026 2 min di lettura

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran è tornato a infiammarsi. Martedì le forze statunitensi hanno lanciato nuovi attacchi nel sud del Paese. Secondo il Comando centrale statunitense (Centcom), i raid sono una risposta ai recenti tentativi dei Guardiani della rivoluzione islamica di colpire la navigazione commerciale nello stretto di Hormuz, oltre che i militari statunitensi dispiegati nella regione.

La televisione di Stato iraniana ha riferito di esplosioni nei pressi di Bandar Abbas e sull'isola di Qeshm. Ha riferito inoltre di un attacco contro l'aeroporto di Jiroft, nella provincia di Kerman. Le autorità iraniane hanno reso noto che un raid statunitense ha colpito, a Kuhestak, nella provincia dell'Hormozgan, un'abitazione dove era in corso un matrimonio. Nell'attacco sarebbero morte almeno quattro persone, mentre altre 35 sarebbero rimaste ferite.

Il presidente statunitense Donald Trump ha commentato i raid definendoli "massicci e potenti". Ha inoltre minacciato una nuova offensiva, di portata molto maggiore rispetto a quella condotta martedì, nel caso in cui l'Iran dovesse reagire ancora.

La risposta di Teheran

La reazione iraniana è arrivata poche ore dopo, poco prima delle 22 ora svizzera. Secondo le agenzie Fars e Tasnim, l'Iran ha cominciato a lanciare missili e droni contro obiettivi statunitensi nella regione. Sarebbe stata colpita in particolare una base in Giordania: il governo di Amman ha confermato il lancio di missili verso il proprio territorio. Anche una base in Bahrein sarebbe stata presa di mira. Non si hanno, per ora, notizie di vittime tra le forze statunitensi. I Guardiani della rivoluzione hanno avvertito che agli Stati Uniti spetta una "severa punizione".

Questa nuova escalation era stata preceduta da attacchi statunitensi già avvenuti domenica sera. Gli scontri militari diretti tra i due Paesi erano fermi da circa un mese. In questo periodo, Washington aveva puntato soprattutto sull'aumento della pressione economica sull'Iran, attraverso l'introduzione di nuove sanzioni economiche.

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