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Svizzera Ricerca medica

I pazienti si fidano di più dei medici che mostrano emozioni

Uno studio dell'Università di Berna con Bielefeld e Stanford ha coinvolto 1'572 persone di tutte le regioni linguistiche svizzere. Esprimere tristezza non riduce la percezione di professionalità.

di Redazione 5 agosto 2026 2 min di lettura

Un medico che esprime emozioni o condivide un'esperienza personale rafforza la fiducia del paziente senza perdere in credibilità professionale. È la conclusione di uno studio svizzero condotto su oltre millecinquecento persone.

La ricerca è stata guidata dall'Università di Berna, in collaborazione con l'Università di Bielefeld, in Germania, e con l'Università di Stanford, in California. Il finanziamento è arrivato dal Fondo nazionale svizzero.

I risultati sono stati pubblicati sul Journal of General Internal Medicine.

Come è stato condotto

Allo studio hanno partecipato 1'572 persone provenienti da tutte le regioni linguistiche della Svizzera. Complessivamente sono stati valutati 7'250 scenari.

Ai partecipanti veniva chiesto di immaginarsi pazienti con un tumore polmonare in stadio avanzato, nel momento in cui il medico comunica un'aspettativa di vita limitata. Le situazioni proposte variavano nel modo in cui il medico si comportava.

Quando il medico raccontava di aver avuto una persona cara colpita dalla stessa malattia, oppure esprimeva apertamente tristezza, i partecipanti riportavano livelli più alti di fiducia ed empatia. Anche la percezione di professionalità aumentava in modo significativo.

Secondo lo studio le espressioni emotive «non peggiorano mai il giudizio dei partecipanti». Il risultato si è mantenuto indipendentemente dalla relazione già esistente con il medico, dal suo livello di esperienza e dalla durata della consultazione.

Gli autori indicano anche i limiti del lavoro. Gli scenari erano ipotetici e non riguardavano consultazioni reali. I partecipanti erano in prevalenza cittadini svizzeri, il che riduce la diversità culturale del campione.

Questo secondo limite pesa sull'interpretazione dei risultati. Il modo in cui si esprime la professionalità varia fra le culture, per cui le conclusioni non sono automaticamente trasferibili ad altri contesti.

I ricercatori raccomandano di integrare le competenze emotive nella formazione dei medici, accanto a quelle tecniche e comunicative già previste dai percorsi di studio. Lo studio non indica se i risultati valgano anche per comunicazioni diverse da quella di una prognosi grave.

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