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Cultura Locarno Film Festival

Tortorici in concorso a Locarno con due sedicenni nella Palermo del 2012

«Ketticè» racconta l’amicizia fra Giulio e Ketty dentro dinamiche familiari e sociali soffocanti. Il regista descrive come repressivo il controllo che adulti e istituzioni esercitano sugli adolescenti.

di Brenno 9 agosto 2026 3 min di lettura Locarnese

Il regista italiano Giovanni Tortorici presenta al Locarno Film Festival «Ketticè», in concorso per il Pardo d’oro. Il film segue l’amicizia fra due sedicenni, Giulio e Ketty, dentro dinamiche familiari e sociali che li stringono da ogni lato.

Nato nel 1996, Tortorici ha attinto ai propri ricordi di adolescenza a Palermo per costruire la storia di Giulio, interpretato da Salvatore Gallina, e di Ketty, interpretata da Rachele Testagrossa. La vicenda è ambientata nel 2012. Rispetto all’esordio «Diciannove», del 2024, il racconto è meno autobiografico: i sedici anni vissuti in città e le dinamiche giovanili di Palermo restano una base importante, spiega il regista, ma sul materiale reale è intervenuta la costruzione narrativa.

Il centro del film è il rapporto di potere fra adulti e adolescenti. Genitori e insegnanti sorvegliano, educano e puniscono, e Tortorici legge questo insieme di gesti come profondamente repressivo. Sotto il velo del paternalismo, cioè dell’indirizzare i giovani nel modo giusto, si nascondono secondo lui molte dinamiche oppressive e abusive. La madre di Giulio, interpretata da Monica Bellucci, è psicologicamente instabile e ha con il figlio un rapporto inappropriato.

Anche i rapporti fra coetanei sono segnati dalla violenza e da convenzioni sociali che riproducono l’oppressione degli adulti. Le ragazze sono spesso competitive e aggressive fra loro. L’amicizia fra Ketty e Giulio offre uno spazio di leggerezza e permette di sottrarsi per un momento a quella pressione. Fra i modi con cui i due si difendono compare anche un uso leggero di stupefacenti.

Due scuole, due lingue

La divisione sociale passa dalla scuola e dalla lingua. Giulio viene da una famiglia benestante e frequenta un istituto privato. Ketty appartiene a una classe più bassa e va in una scuola pubblica di cattiva fama. Tortorici ha ricostruito il parlato della Palermo del 2012, alternando l’italiano regionale al dialetto, e ha fatto di questa alternanza il segnale della distanza fra i due mondi.

Il film è prodotto da Luca Guadagnino. Si apre e si chiude con una canzone in lingua araba, un rimando agli strati culturali della Sicilia e all’influenza araba che resta nella lingua e nella cultura dell’isola. Quanto al controllo sugli adolescenti, resta aperta la domanda che il film pone senza risolverla: dove finisce la protezione e dove comincia l’imposizione.

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