Vai al contenuto
il Cantonale

Giornale digitale indipendente della Svizzera italiana

Cultura Locarno79

Cineasti del presente, la sezione dove Locarno cerca i nuovi nomi

La selezione riservata a opere prime e seconde porta a Locarno film da Regno Unito, Palestina, Brasile, Singapore e Svizzera. Il concorso principale allinea autori affermati e debuttanti.

di Redazione 6 agosto 2026 2 min di lettura Locarnese

La 79esima edizione del Locarno Film Festival, in programma dal 5 al 15 agosto, ha selezionato 233 film da 69 Paesi. Le anteprime mondiali sono 103, scelte fra un record di 7759 candidature.

Cineasti del presente è la sezione riservata a opere prime e seconde, ed è il punto in cui il festival scommette su autori ancora poco noti.

Beatrice Gibson presenta il suo primo lungometraggio, «At Night», ambientato in una Parigi crepuscolare dove alcune donne si muovono fra sogno, finzione e realtà.

Ana Vaz porta «Fire Flower», che considera il cinema come uno strumento per modificare la percezione umana e ristabilire un legame con la vita non umana.

Mohanad Yaqubi firma «Revolutionaries Never Die», che tratta la pellicola come testimonianza politica e memoria intima allo stesso tempo.

Sun Xun presenta «Magic Atlas», film di animazione realizzato con xilografie e lavorato per un decennio, che porta un mago nell'impero carbonifero chiuso di Luocha.

Il concorso principale

Nel concorso internazionale il sudcoreano Hong Sangsoo presenta «Nowhere to Lay My Eyes», con Kim Minhee, storia di fratelli che si ritrovano con la madre sull'isola di Jeju dopo dieci anni di distanza.

Il canadese Denis Côté firma «Nobody's Violence», che segue una donna solitaria impiegata da un'organizzazione misteriosa attiva nel campo del suicidio assistito.

Ann Oren presenta «Objet A», sul controllo e sul desiderio, attraverso due chirurghi visionari: uno ruba oggetti, l'altro desidera diventarlo.

Cristóbal León e Joaquín Cociña portano «Donkey Princess», animazione in stop-motion in cui una principessa attraversa mondi diversi dopo che il padre ha bandito il suo amante. Nelson Yeo rilegge invece il mito di Chang'e e Hou Yi come fantascienza wuxia in «The House on the Moon».

Gurvinder Singh intreccia tre storie del Punjab contemporaneo in «Rehmat», con Naseeruddin Shah nel cast. Lê Bảo, in «Hearing», racconta un meccanico che installa fonometri mentre fatica a gestire i silenzi della propria famiglia. Isabelle Stever colloca in «I Rarely Wake Up Dreaming» la relazione di una coppia queer ucraina e la transizione di uno dei due sullo sfondo dell'invasione russa.

Fuori concorso Albert Serra presenta «Seize Moments of My Life» con Ingrid Caven, mentre Edgar Pêra porta «Asphalt Guerrilla», sul percorso di uno studente silenzioso dentro un'organizzazione terroristica.

Nella sezione parallela figurano «Bloody Tennis» di Nikias Chryssos, «Sundown» di Rebekah McKendry e «Roma Elastica» di Bertrand Mandico, ambientato a Cinecittà nel 1982.

Commenti

Nessun commento

Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.

Lascia un commento