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Cantone Acqua

Livelli del Verbano, il Ticino risponde alla Regione Piemonte

Il Consiglio di Stato accoglie in linea di principio la richiesta di agire in modo congiunto sui livelli del Lago Maggiore. Ricorda però che le concessioni idroelettriche limitano il margine d'intervento del cantone.

di Redazione 4 agosto 2026 2 min di lettura Locarnese

Il Consiglio di Stato ha risposto con una lettera alla richiesta formale della Regione Piemonte sui bassi livelli del Lago Maggiore. La situazione è determinata dall'andamento meteorologico di questa estate.

Il Governo cantonale esprime un accordo di principio sulla necessità di operare in maniera congiunta. Ha inoltre contattato gli operatori idroelettrici del territorio per informarli della domanda arrivata dall'Italia.

Un margine d'azione limitato

La risposta indica però alcuni vincoli precisi. La Svizzera si trova in una fase di allerta siccità dovuta alle scarse precipitazioni. Le riserve d'acqua nei bacini idroelettrici ticinesi si collocano al limite inferiore della media degli ultimi dieci anni.

C'è poi un aspetto giuridico. Gran parte dell'acqua è vincolata da concessioni rilasciate decenni fa a operatori privati d'oltre confine, sulle quali il cantone ha un controllo minimo. A questo si aggiunge l'obbligo di legge di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico.

Il Consiglio di Stato si dichiara comunque disponibile a sostenere il Piemonte in caso di emergenze legate all'acqua potabile. Fra le forme di aiuto indicate figura la messa a disposizione rapida di un'unità mobile per il trattamento dell'acqua, secondo i protocolli di collaborazione nella protezione della popolazione.

Il Governo si impegna infine a esaminare insieme alla controparte italiana le misure di risparmio idrico e una gestione più efficiente della risorsa. La sede indicata per questo lavoro è la Comunità di lavoro Regio Insubrica.

La vicenda mostra come la gestione di un lago condiviso dipenda da decisioni prese in tempi e luoghi diversi. Le concessioni firmate in passato continuano a determinare oggi chi può regolare i deflussi, mentre le conseguenze della siccità si manifestano su entrambe le sponde.

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