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La guerra delle Falkland-Malvinas del 1982 e la disputa mai chiusa

Nel 1982 Argentina e Regno Unito si scontrarono per il controllo di un piccolo arcipelago nell'Atlantico del sud. La guerra si concluse con la resa argentina, ma la disputa sulla sovranità continua ancora oggi.

di Redazione 7 agosto 2026 3 min di lettura

Le isole Falkland, chiamate Malvinas dagli argentini, si trovano nell'Atlantico del sud, circa 500 chilometri al largo delle coste argentine. Sono un territorio britannico d'oltremare, ma l'Argentina ne rivendica la sovranità da quando, nel 1816, ereditò il controllo dell'arcipelago con l'indipendenza dalla Spagna.

Il Regno Unito occupò le isole con un'operazione militare nel 1833 e vi si insediò in modo sempre più stabile. Oggi vi vivono circa 3.500 persone, in gran parte di origine britannica. Nel 2013 un referendum tra gli abitanti ha dato un risultato quasi unanime a favore di restare sotto sovranità britannica.

Nel 1982 la disputa sfociò in guerra. In Argentina governava allora un regime militare guidato da Leopoldo Galtieri, che usò la rivendicazione delle isole anche per distogliere l'attenzione dalla crisi economica del paese e dalle proteste contro la dittatura. Nel Regno Unito era al governo la prima ministra conservatrice Margaret Thatcher, che affrontò il conflitto come una prova di forza e ne uscì rafforzata.

Il 19 marzo un gruppo di militari argentini sbarcò in borghese sulla Georgia del sud e issò la bandiera argentina. Il 2 aprile l'esercito argentino invase le isole Falkland-Malvinas e conquistò rapidamente la capitale Stanley. L'ONU e gli Stati Uniti chiesero il ritiro argentino, senza risultato. Il 5 aprile il Regno Unito rispose inviando dalla base di Portsmouth due portaerei con aerei ed elicotteri da guerra, seguite da altre navi, aerei e migliaia di soldati.

Il conflitto e la resa

La guerra durò 74 giorni e causò 650 morti tra i militari argentini e 255 tra i britannici. L'esercito argentino, meno addestrato e con mezzi meno potenti, subì le perdite maggiori. A fine aprile il Regno Unito riprese il controllo della Georgia del sud. Il conflitto avvenne durante la Guerra fredda: il Regno Unito era un alleato chiave degli Stati Uniti, mentre l'Argentina, pur dipendendo economicamente da Washington, aveva rapporti sempre più stretti con l'Unione Sovietica. Gli Stati Uniti abbandonarono la neutralità il 30 aprile imponendo sanzioni all'Argentina; diversi paesi europei avevano già vietato la vendita di armi al paese sudamericano.

A fine maggio l'esercito britannico lanciò l'operazione Sutton, costringendo le truppe argentine a ritirarsi dalla zona di San Carlos. La guerra si concluse il 14 giugno 1982 con l'assalto britannico alla capitale Stanley e la resa dell'Argentina. Nei giorni successivi i soldati argentini lasciarono le isole e rientrarono in patria.

A più di quarant'anni di distanza, in Argentina il sentimento nazionalista sulle isole resta molto forte. La rivendicazione di sovranità compare ancora nelle banconote, nella Costituzione e in film e serie televisive argentine.

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