Mondo Medio Oriente
Kushner a Netanyahu: disarmare Hamas per avviare la fase 2 del piano su Gaza
L'inviato statunitense Jared Kushner ha incontrato a Gerusalemme il premier israeliano per spingere sulla seconda fase del piano di pace a Gaza, che prevede il disarmo di Hamas. Netanyahu ha finora respinto il testo, mentre il ministro Ben Gvir ha invocato uccisioni mirate nella Striscia.
L'inviato statunitense Jared Kushner ha incontrato lunedì a Gerusalemme il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per discutere la seconda fase del piano di pace americano per Gaza. L'incontro, iniziato in tarda mattinata, punta a superare il rifiuto che Netanyahu ha opposto alla tabella di marcia elaborata da Washington.
Il piano prevede il disarmo del movimento islamista Hamas e il ritiro dell'esercito israeliano dal territorio palestinese, dove le truppe controllano oltre il 60% della superficie. Hamas aveva dato il proprio assenso a fine luglio. Netanyahu ha invece respinto ufficialmente il testo, chiedendo un disarmo «vero» del movimento.
Domenica, in Egitto, Kushner aveva già incontrato esponenti della dirigenza di Hamas, insistendo sulla necessità di misure di disarmo verificabili e sull'esclusione del movimento da qualsiasi ruolo futuro nel governo di Gaza. Ha inoltre visto il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sissi e rappresentanti di Qatar e Turchia, i Paesi mediatori del dossier.
Hamas, che governa Gaza dal 2007 e ha rivendicato l'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele, ha annunciato in luglio l'intenzione di sciogliere la propria amministrazione civile, trasferendo le competenze al Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, organismo tecnocratico creato dal Consiglio di pace voluto dal presidente statunitense Donald Trump. Un responsabile del movimento ha riferito che Hamas ha chiesto a Kushner di fare pressione su Netanyahu perché aderisca alla seconda fase del piano.
Otto Paesi musulmani, tra cui Egitto, Qatar e Turchia, hanno condannato in un comunicato congiunto il rifiuto israeliano della tabella di marcia, definendolo un ostacolo agli sforzi per una pace duratura.
Le dichiarazioni di Ben Gvir
Mentre proseguono i colloqui, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha invocato uccisioni mirate a Gaza. In un podcast con un'ex ostaggia, ha dichiarato di ritenere che ogni notte nella Striscia dovrebbero essere condotte «eliminazioni mirate» contro 30 o 40 persone, definendo i bersagli «persone che non dovrebbero essere in vita».
Hamas e Israele si accusano a vicenda di violare il cessate il fuoco entrato in vigore in ottobre 2025. Domenica diverse persone sono rimaste ferite in spari e attacchi dell'esercito israeliano nel centro e nel sud di Gaza, secondo la Difesa civile del territorio, che opera sotto l'autorità di Hamas. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver risposto a una minaccia della Jihad islamica, alleata di Hamas.
Dall'inizio della tregua sono stati uccisi oltre 1'260 palestinesi a Gaza, secondo il ministero della Sanità del territorio, i cui dati sono considerati affidabili dall'ONU. Nello stesso periodo Israele ha registrato la morte di cinque soldati e di un collaboratore civile del ministero della Difesa.
Commenti
Non ci sono ancora commenti. Puoi essere la prima voce.