Svizzera Previdenza e fisco
IVA più alta per finanziare la 13esima rendita AVS, si vota il 29 novembre
Sinistra, Centro e Partito evangelico difendono l'aumento dell'IVA di 0,4 punti per finanziare la tredicesima rendita AVS, contestato da PLR e UDC. Il voto è fissato al 29 novembre, pochi giorni prima dei primi versamenti.
Martedì la sinistra, il Centro e il Partito evangelico hanno preso posizione a favore dell'aumento dell'IVA destinato a finanziare la tredicesima rendita AVS, dopo che il Consiglio federale aveva fatto lo stesso la settimana precedente. Il popolo voterà il 29 novembre, a pochi giorni dai primi versamenti della nuova rendita.
Il Parlamento ha stabilito di alzare l'IVA di 0,4 punti percentuali per coprire il costo della tredicesima, approvata dai cittadini nel 2024. L'aumento non riguarderà i beni di prima necessità, una scelta pensata per non gravare sui redditi più bassi.
In un comunicato, l'alleanza a favore del progetto ha sostenuto che un finanziamento solido è necessario per garantire la stabilità dell'AVS e la sicurezza delle pensioni. Un rifiuto in votazione, avvertono, metterebbe a rischio l'assicurazione e chi ne dipende.
La deputata verde vodese Léonore Porchet ha quantificato l'impatto per i contribuenti: "Una persona con un reddito medio pagherà circa 85 franchi di IVA in più all'anno e riceverà, in cambio, una rendita supplementare di circa 2'000 franchi all'anno all'età della pensione. Ne vale la pena".
Un finanziamento parziale
Il presidente del Centro Philipp Matthias Bregy ha invece usato un tono più cauto. Ha riconosciuto che il progetto non basta a coprire l'intero fabbisogno finanziario dell'AVS e che la riforma AVS 2030 dovrà portare ulteriori soluzioni. Per questo, ha aggiunto, "è importante non aggravare ulteriormente le sfide esistenti".
Le parole di Bregy segnalano il limite del progetto in votazione: l'aumento dell'IVA copre la tredicesima rendita già decisa, non il disavanzo strutturale dell'AVS, che resta da affrontare con la prossima riforma. Il costo complessivo per contribuenti e aziende di una soluzione più ampia resta dunque un'incognita.
Il fronte favorevole, che riunisce sinistra, Centro ed evangelici, punta ora a contrastare le posizioni di PLR e UDC, contrari al progetto. Resta da capire se l'aumento dell'IVA sarà un capitolo chiuso o il primo di una serie, dato che la riforma AVS 2030 dovrà comunque affrontare il resto del fabbisogno.
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