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Il Controllo delle finanze critica la gestione degli immobili militari

Il Controllo federale delle finanze denuncia ritardi nel risanamento delle infrastrutture dell'esercito e una pianificazione strategica carente in Armasuisse Immobili. Il rapporto segnala anche errori contabili e un vuoto decisionale ai vertici del dipartimento della difesa.

di Redazione 4 novembre 2026 3 min di lettura

Il Controllo federale delle finanze (CDF) ha pubblicato lunedì un rapporto critico su Armasuisse Immobili, l'organo che gestisce le infrastrutture dell'esercito svizzero. Secondo il CDF, l'ente accumula ritardi negli interventi di risanamento e non dispone di una pianificazione strategica adeguata alle nuove esigenze di potenziamento delle forze armate.

Il parco immobiliare gestito da Armasuisse comprende circa 21'600 oggetti, tra cui 6'070 edifici, per un valore a nuovo stimato in 28,4 miliardi di franchi. Fino a pochi anni fa l'obiettivo era ridurre il patrimonio di base a 20 miliardi, ma il peggioramento del contesto geopolitico ha portato il Consiglio immobiliare del Dipartimento della difesa (DDPS) a invertire la rotta nel 2022, fissando ora un tetto massimo di 30 miliardi.

Secondo il rapporto, l'ampliamento del portafoglio potrebbe richiedere fino a 6 miliardi di franchi, ma Armasuisse Immobili non è ancora in grado di quantificare con precisione i bisogni della truppa né l'investimento necessario. I documenti di pianificazione dell'Aggruppamento Difesa, tra cui il rapporto "Prospettive 2040", non saranno pronti prima della fine dell'anno. La responsabile di Armasuisse Immobili, Petra Kobler, ha riconosciuto che il ritardo non potrà essere recuperato a breve termine e che sarà necessario stabilire delle priorità.

Ritardi, errori e vuoto decisionale

I ritardi di manutenzione crescono a ritmo sostenuto. A fine 2025 i costi di risanamento hanno superato il 34% del valore del parco immobiliare, pari a 7,3 miliardi di franchi, contro un obiettivo massimo del 25%. Il fabbisogno arretrato oscilla tra 2 e 3 miliardi di franchi e, secondo le proiezioni interne, senza un raddoppio degli investimenti potrebbe arrivare al 40% entro il 2030.

Il CDF ha riscontrato anche problemi negli strumenti di controllo di gestione, basati su file Excel con contraddizioni ed errori metodologici: una formula sbagliata ha fatto sparire dai bilanci quasi 250 milioni di franchi di spese di manutenzione.

Sul piano strategico, il rapporto segnala l'assenza dei vertici decisionali. Il Consiglio immobiliare del DDPS ha annullato le ultime due sedute ordinarie, bloccando decisioni importanti e alimentando divergenze tra l'Aggruppamento Difesa e Armasuisse, in particolare sulla richiesta dei militari di allentare vincoli ambientali o legali per destinare più risorse agli armamenti.

Armasuisse e il DDPS hanno già avviato interventi per migliorare la gestione dei progetti, con l'obiettivo di coordinare meglio immobili e armamenti. "Dobbiamo conoscere con chiarezza le interdipendenze, ad esempio il fatto che un nuovo sistema d'arma esiga un hangar di ricovero dedicato", ha dichiarato Robert Scheidegger, segretario generale supplente del DDPS. Per Kobler, il parco immobiliare va orientato prioritariamente alla capacità di difesa, anche a scapito di considerazioni architettoniche e urbanistiche.

Il CDF ha formulato quattro raccomandazioni, tra cui decisioni tempestive sulla governance, il risanamento dei dati contabili e l'obbligo di standard costruttivi modulari. DDPS, Armasuisse e il comando dell'esercito hanno accettato le conclusioni del rapporto, affermando di aver già risolto parte delle criticità e di aver avviato l'aggiornamento delle procedure.

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