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I Giovani del Centro propongono un ticket-stipendio per la spesa locale

Di fronte ai salari più bassi della Svizzera e al potere d'acquisto in calo, i Giovani del Centro propongono un ticket-stipendio: fino al 5% dello stipendio convertito in buoni da spendere in Ticino, con uno sgravio fiscale per chi aderisce.

di Gottardo 26 settembre 2026 2 min di lettura

Il Ticino paga i salari più bassi della Svizzera e il potere d'acquisto continua a ridursi. I premi di cassa malati e gli affitti pesano sempre di più sui bilanci familiari. Molte persone scelgono dove fare la spesa in base al prezzo, spesso oltre confine, in Italia, o online. Quando la domanda si contrae, anche le aziende locali ne risentono.

Per contrastare questa tendenza, i Giovani del Centro hanno presentato un'iniziativa parlamentare generica. Il testo propone un sistema cantonale che permetta a chi lavora di rinunciare volontariamente a una parte dello stipendio, fino al 5%, per riceverla sotto forma di un ticket-stipendio. Il buono potrebbe essere utilizzato solo presso aziende fiscalmente residenti in Ticino.

Uno sgravio fiscale per chi aderisce

Chi partecipa al sistema riceverebbe un buono fiscale pari al 25% del valore del ticket-stipendio. "Penso che sia molto positivo poter pagare leggermente meno imposte", spiega la presidente dei Giovani del Centro Giovanna Pedroni.

Lo sgravio, però, comporta minori entrate per lo Stato. I promotori sostengono che il calo sia compensato nel tempo: "Se si spendesse di più nelle piccole e medie imprese locali, sarebbe possibile avere da loro un gettito maggiore", afferma Pedroni. Il calcolo resta però da verificare, perché il maggior gettito dipende da quanto i consumatori sposteranno davvero i loro acquisti verso le aziende ticinesi.

Diversi aspetti restano da chiarire. Non è ancora definito quali aziende potranno entrare nel circuito né se la loro offerta sarà sufficiente a soddisfare la domanda generata dal ticket-stipendio. "La descrizione esatta del tipo di aziende e dell'ambiente in cui operano andrà dettagliata in futuro, quando la proposta sarà analizzata più a fondo", precisa il vicepresidente Luca Taglialatela. Per le aziende che aderiscono, aggiunge, il sistema può funzionare anche come pubblicità, in modo simile ai bollini che oggi segnalano ai clienti i metodi di pagamento accettati.

Restando un'iniziativa generica, il testo dovrà ora passare al vaglio del Parlamento, che dovrà stabilire se l'idea è valida e se rispetta le leggi, incluso il principio della libertà economica. Resta aperta anche la domanda sui conti pubblici: quanto costerà allo Stato lo sgravio fiscale e in quanto tempo il maggior gettito dalle piccole e medie imprese locali potrà compensarlo.

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