Economia Materie prime
Glencore, produzione in calo ma il rame cresce del 15%
Nel primo semestre il gruppo di Baar ha ridotto le estrazioni di quasi tutte le materie prime, con cali marcati per cobalto e oro. Il risultato del settore commerciale è però atteso in forte aumento.
Glencore ha ridotto la produzione della maggior parte delle materie prime nel primo semestre del 2026. Il rame rappresenta l'eccezione principale, con un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Gli altri metalli seguono un andamento diverso. Il cobalto segna il calo più forte, pari al 46%, seguito dall'oro con il 44% e dallo zinco con il 21%. L'argento è invece cresciuto del 2%.
Anche il carbone diminuisce. Quello da coke è calato del 14%, mentre quello destinato alla produzione di energia ha perso il 2%.
Il contributo del settore commerciale
Il gruppo non vive però soltanto di estrazione. Per il settore del marketing, cioè della compravendita di materie prime, Glencore prevede per il semestre un risultato operativo attorno ai 3,3 miliardi di dollari, pari a 2,7 miliardi di franchi. Nello stesso periodo dell'anno precedente il valore era stato di 1,4 miliardi di dollari.
L'amministratore delegato Gary Nagle ha definito eccellenti i risultati produttivi dei primi sei mesi, osservando che gli attivi principali si sono comportati sostanzialmente come previsto. I conti completi saranno pubblicati il 5 agosto.
La divergenza fra volumi estratti e risultato del trading è una caratteristica del modello del gruppo. Il margine sulla commercializzazione dipende dalla volatilità dei prezzi e dalla capacità di sfruttare le differenze fra mercati, e può muoversi in direzione opposta rispetto alla produzione.
Glencore ha sede a Baar, nel canton Zugo, ed è quotata alle borse di Londra e Johannesburg. Occupa 140 000 persone in oltre trenta Paesi e opera su una sessantina di materie prime. Nel 2025 ha registrato ricavi per 248 miliardi di dollari, pari a 201 miliardi di franchi.
L'azienda nasce nel 1974 come Marc Rich Group, dal nome del finanziere Marc Rich, vissuto fra il 1934 e il 2013. Rich era stato incriminato negli Stati Uniti e ottenne la grazia presidenziale da Bill Clinton nell'ultimo giorno del suo mandato, nel 2001.
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